• Conversazione con Umberto Signorini

    Consulente del lavoro, revisore ufficiale dei conti, giornalista pubblicista, e dal 2014 imprenditore agricolo.
    Esperto in: organizzazione del lavoro, analisi di processi e flussi aziendali, rapporti sindacali, flessibilità del lavoro, riorganizzazioni e ristrutturazioni aziendali, motivazione, progettazione di new business e creazione posti di lavoro a livello internazionale. Con alle spalle oltre 200 corsi come docente o testimonial in convegni in merito alla gestione e amministrazione del personale, nel 2013, al culmine di una fortunata carriera, lascia tutto per aprire nel Monferrato alessandrino la società agricola San Martino.

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  • Conversazione con Pietro Parisi

    Classe 1981, a quattordici anni lascia il suo paese per iniziare a lavorare come cameriere. Così dal gradino più basso della gerarchia della cucina, inizia la sua scalata che lo porta alla corte di grandi maestri come Gualtiero Marchesi e Alain Ducasse. A 25 anni sceglie di tornare a San Gennaro Vesuviano, dove decide di aprire un suo ristorante: “Era Ora”. Con la madre e la sorella parte così una nuova avventura che lo porta dopo dieci anni ad allargare le sue attività con un’osteria sociale, un bistrot e con atre iniziative tutte legate alla legalità e all’etica del cibo. Si batte per combattere lo spreco nell’alimentazione ed è Ambasciatore UNICEF.

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  • Parola ai fotografi – Colin Dutton

    Che il cibo metta in moto tutti e cinque i sensi è cosa nota. Siamo noi ad attivarli in modi diversi  in relazione alle circostanze. Un sommelier non oserebbe mai a servire un vino senza averlo assaggiato e sentito il suo bouquet. Al momento dell’acquisto di un frutto o un ortaggio è il tatto che lavora insieme all’olfatto per darci informazioni importanti. Tuttavia c’è un senso che prima di tutti gli altri stimola le nostre papille gustative e ci attrae verso un cibo piuttosto che un altro e, ovviamente, stiamo parlando della vista. 

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  • Conversazione con Joško Sirk

    Nato a Gorizia il 29 Agosto 1952, all’età di 16 anni rileva l’osteria paterna che nella filosofia della valorizzazione delle tradizioni culinarie del territorio evolve sino ad ottenere nel 2008 una stella Michelin. Nel 1977 sposa Loredana Antoni che lo affianca nell’attività. E’ difficile credere che in una persona poco più che sessantenne possano essere racchiuse così tante importanti esperienze e tanti prestigiosi incarichi: sommelier professionista, socio fondatore A.I.S Repubblica di Slovenija, socio fondatore Ass. Slow Food Repubblica di Slovenija, per lunghi anni membro del C.D.A. Banca Agricola Kmecka Banca di Gorizia, membro del C.D.A. URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), socio fondatore e membro del C.D.A. consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, socio fondatore della Cooperativa Friuli Goloso. Collabora con la Scuola Superiore di Gastronomia di Maribor Slo e con la Scuola Superiore di Turismo di Portorose Slo. Intuendo un futuro turistico per il Collio, nel 1983 concepisce l’idea del centro turistico “La Subida “ che si realizza a cavallo degli anni 90 e che gestisce tutt’ ora.
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  • Conversazione con Diego Ferrari

    Negli ultimi anni abbiamo assistito a velocissimi cambiamenti e tendenze nel mondo del bartending anche in relazione al mondo della ristorazione. Penso che questi due ambiti professionali abbiano ripreso a dialogare tra loro una decina di anni fa con la comparsa del mixologist e dello chef molecolare, tu sei d’accordo?
    Si pienamente d’accordo! Dopo l’inserimento, almeno in Italia, del momento Happy Hour il dialogo tra Chef e Bartender si è fatto sempre piu interessante! Persone come Ferran Adrià e Dario Comini, maestri nei loro rispettivi campi, hanno insegnato come i due mondi si potevano unire al fine di creare nuove esperienze arricchendo il nostro lavoro con tecniche innovative. La molecular mixologist come la cucina molecolare hanno portato a tecniche chiamate barchef che vedono l’interscambio di attrezzature, ingredienti e tecniche al fine unico di creare anche nuovi sapori ed accostamenti come il food pairing.

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  • Rossella Venezia: dal blog ai libri

    Quando hai pensato di aprire un tuo blog e perché?
    Ho aperto il mio blog di cucina e racconti alla fine del 2008, quasi per caso, grazie ad un’amica che mi ha mandato un link che bastava seguire per realizzare una pagina web (per me che, difficile a credersi, non sono affatto pratica con queste cose): ho iniziato mettendo una ricetta di famiglia a me molto cara, e un racconto legato alla mia infanzia. Scattavo le foto con una minuscola macchina fotografica compatta rosa metallizzato, ed ero innamorata di questo cucinare e dire e fare.
    Da lì una, due, cento, ora quasi mille ricette, e racconti, e storie e avventure, legate alla mia cucina e alla mia macchina fotografica, che nel frattempo, piano piano, un passo dopo l’altro, è cresciuta anche lei.. (altro…)

  • Lo shelfie – Luigi Caricato

    I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca.
    Oggi lo “scatto” è dedicato a Luigi Caricato, scrittore e giornalista, nonché ideatore del progetto culturale Olio Officina. Conferenziere e relatore in importanti convegni e congressi internazionali, organizza a sua volta diversi eventi culturali, tra cui, dal 2012, il più grande e autorevole happening al mondo dedicato ai condimenti: Olio Officina Food Festival. Autore del blog “Olivo Matto”, è infine direttore dei giornali “Olio Officina Magazine” e, in lingua inglese, di “Olio Officina Globe”.

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  • Lo shelfie – Leonardo Di Carlo

    I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca.

    Oggi lo “scatto” è dedicato a Leonardo Di Carlo, maestro pasticciere pluripremiato, docente, autore e personaggio televisivo.  In moto praticamente perpetuo la sua attività di consulente lo porta in giro per il mondo a contatto con aziende leader del settore dei dolci e professionisti di alto profilo. Il suo stile come docente e formatore è unico: coniuga una grande empatia e comunicativa con una profonda conoscenza scientifica della materia. Di grande successo in Italia, il suo libro Tradizione in Evoluzione è stata tradotta recentemente in inglese.

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  • Lo shelfie – Paolo Marchi

    I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca.  

    Oggi lo “scatto” è dedicato a Paolo Marchi, il giornalista gastronomico che ha trasformato il modo di fare comunicazione nel settore in Italia. Ideatore di Identità Golose, il primo congresso italiano di cucina e di pasticceria d’autore, oggi esporta il know-how dei migliori professionisti italiani con edizioni da Londra a New York.
    Le su collaborazioni con Bibliotheca Culinaria sono multiple: Dessert al Piatto, Cucina di Montagna – Le Alpi Centrali e Cucina di Montagna – Il Trentino. Il suo ultimo libro è: XXL 50 piatti che hanno allargato la mia vita.

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