Conosciamo diversi cuochi con il pallino del collezionismo: da Romano Tamani con le sue magnifiche zuppiere ad Agata Parisella con le sue eleganti teiere. Ovviamente, non tutti i cuochi e pasticcieri cedono al fascino degli oggetti legati al proprio lavoro, ma la tentazione rimane alta per diversi motivi.
Gli oggetti di uso quotidiano, con le loro piccole imperfezioni e la patina del tempo, sembrano affermare un sodalizio. Prendendoli in mano è impossibile non ricordare le persone che li hanno usati, compiendo come noi tanti gesti alla ricerca della destrezza. C’è anche l’aspetto estetico: stampi, taglieri, mattarelli, piatti, brocche, bicchieri, cavatappi, coltelli, macinini, portauova, alzate… una collezione fa presto arredamento.
I due libri che abbiamo messo in vetrina oggi non si limitano ad esaminare il collezionismo degli oggetti legati alla cucina, ma affrontano la questione più interessante di come meglio mettere in mostra le cose raccolte, qualunque esse siano. Attraverso centinaia di bellissime fotografie Collected offre suggerimenti per mettere in bellavista oggetti diversissimi, da una gigantesca collezione di piatti in vetro pressato ad una piccola raccolta di preziosi cucchiai costituiti da conchiglie.
In Visual Contrast l’approccio è un po’ più scientifico. L’autore discute gli elementi che possono determinare una presentazione armonica: forma, colore, contrasto, dimensioni, posizionamento, ecc. illustrando ciascun approccio con esempi concreti, ovvero foto di stanze dove i principi descritti vengono applicati.
Il famoso architetto cinese Wang Shu ha dichiarato che “perdere il passato significa perdere il futuro”. Egli è infatti diventato celebre in tutto il mondo per le sue creazioni avanzatissime e modernissime realizzate sia con materiali di tradizione sia con materiali di recupero provenienti da vecchie costruzioni demolite.
Socialmente utile. In quanti modi si può affiancare il cliente? I social media offrono sempre più soluzioni, ma il rumore delle proposte rischia di diventare assordante. In Bibliotheca preferiamo la quiete e ci teniamo che il nostro spazio (virtuale o reale) sia un luogo per curiosare in tranquillità e scegliere con tutta calma.
Gli chef, si sa, sono nomadi. Ambasciatori del gusto, il loro lavoro li porta spesso lontano dall’Italia, ma non per questo sono meno interessati a quello che succede sul fronte gastronomico domestico.
Il cuoco collezionista
Conosciamo diversi cuochi con il pallino del collezionismo: da Romano Tamani con le sue magnifiche zuppiere ad Agata Parisella con le sue eleganti teiere. Ovviamente, non tutti i cuochi e pasticcieri cedono al fascino degli oggetti legati al proprio lavoro, ma la tentazione rimane alta per diversi motivi.
Gli oggetti di uso quotidiano, con le loro piccole imperfezioni e la patina del tempo, sembrano affermare un sodalizio. Prendendoli in mano è impossibile non ricordare le persone che li hanno usati, compiendo come noi tanti gesti alla ricerca della destrezza. C’è anche l’aspetto estetico: stampi, taglieri, mattarelli, piatti, brocche, bicchieri, cavatappi, coltelli, macinini, portauova, alzate… una collezione fa presto arredamento.
I due libri che abbiamo messo in vetrina oggi non si limitano ad esaminare il collezionismo degli oggetti legati alla cucina, ma affrontano la questione più interessante di come meglio mettere in mostra le cose raccolte, qualunque esse siano. Attraverso centinaia di bellissime fotografie Collected offre suggerimenti per mettere in bellavista oggetti diversissimi, da una gigantesca collezione di piatti in vetro pressato ad una piccola raccolta di preziosi cucchiai costituiti da conchiglie.
In Visual Contrast l’approccio è un po’ più scientifico. L’autore discute gli elementi che possono determinare una presentazione armonica: forma, colore, contrasto, dimensioni, posizionamento, ecc. illustrando ciascun approccio con esempi concreti, ovvero foto di stanze dove i principi descritti vengono applicati.
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Il passato che ci aiuta a guardare avanti
Il famoso architetto cinese Wang Shu ha dichiarato che “perdere il passato significa perdere il futuro”. Egli è infatti diventato celebre in tutto il mondo per le sue creazioni avanzatissime e modernissime realizzate sia con materiali di tradizione sia con materiali di recupero provenienti da vecchie costruzioni demolite.
Quattro modi per seguirci dove, come e quando preferisci tu
Socialmente utile. In quanti modi si può affiancare il cliente? I social media offrono sempre più soluzioni, ma il rumore delle proposte rischia di diventare assordante. In Bibliotheca preferiamo la quiete e ci teniamo che il nostro spazio (virtuale o reale) sia un luogo per curiosare in tranquillità e scegliere con tutta calma.
Un pensiero per gli chef in trasferta
Gli chef, si sa, sono nomadi. Ambasciatori del gusto, il loro lavoro li porta spesso lontano dall’Italia, ma non per questo sono meno interessati a quello che succede sul fronte gastronomico domestico.