Terza puntata della nostra guida per chi desiderasse proporre il proprio progetto a una casa editrice.
E’ bene rendersi conto che una proposta editoriale è, a tutti gli effetti, una proposta di vendita. Questo documento deve provare che l’autore ha idee valide, che queste abbiano un mercato e che sia in grado di presentarle in modo efficace. Consigliamo di dividere questa prova in tre parti:
1) DESCRIVERE IL PROGETTO
Fornire un riassunto (È utile immaginare che si stia scrivendo il copy per il retro di copertina).
Aggiungere un paragrafo per far capire all’editore il proprio valore aggiunto: il soggetto è nuovo oppure lo è l’approccio? Lo scopo è di informare il lettore, di aiutarlo nel suo lavoro, di semplificare il suo rapporto con una nuova tecnologia? Essere specifico è fondamentale.
Includere un sommario in modo che sia chiaro come si pensa di organizzare e sviluppare le idee. Fornire indicazioni sulla lunghezza del manoscritto (conteggio parole e/o numero ricette)
Includere un capitolo tipo e/o esempi delle ricette. L’editore deve anche valutare la qualità e lo stile di scrittura.
2) INDICARE IL TARGET MARKET / AUDIENCE
Chi comprerà il libro? Perché sarà di interesse per un segmento del pubblico? È necessario provare che esiste un mercato identificabile per il proprio prodotto e che questo mercato sia sufficientemente grande da meritare l’investimento della casa editrice.
Sono da evitare grandi generalizzazioni tipo, “Sarà di sicuro interesse ad ogni professionista del settore”. Saranno più convincenti dati statistici o riferimenti a studi di settore.
Eventualmente, è importante enfatizzare in che modo il libro si può differenziare da quelli già sul mercato.
3) STABILIRE LA PROPRIA AUTORITA’
All’editore non interessa ricevere un curriculum dai tempi del primo impiego. Vuole capire invece quali esperienze contribuiscono alla credibilità di un autore, che tipo di qualifica o di percorso professionale sostiene il progetto.
Anche i libri hanno la loro etichetta di identificazione dalla quale si possono capire molte cose sull’editore e sulla qualità stessa del volume che teniamo tra le mani.
Che la tua tavola sia tradizionale o estrosa, il periodo festivo offre tante occasioni per imbandire con stile. Per chi cerca ispirazione, abbiamo il libro perfetto e a chi serve il pezzo particolare per dare quel tocco in più, la nostra sezione “vintage” offre tanti spunti.
Ti auguriamo un dolce Natale, ad assicurarti che la magia e l’ispirazione ti seguano tutto l’anno ci pensa so good. Questa rivista specializzata in lingua inglese per il settore della pasticceria esce solo due volte all’anno (gennaio e luglio), ma le sue 304 pagine sono ricchissime di interviste, ricette e immagini meravigliose. Tutte le ricette …
Proposta editoriale 3: creare il documento
Terza puntata della nostra guida per chi desiderasse proporre il proprio progetto a una casa editrice.
E’ bene rendersi conto che una proposta editoriale è, a tutti gli effetti, una proposta di vendita. Questo documento deve provare che l’autore ha idee valide, che queste abbiano un mercato e che sia in grado di presentarle in modo efficace. Consigliamo di dividere questa prova in tre parti:
1) DESCRIVERE IL PROGETTO
Fornire un riassunto (È utile immaginare che si stia scrivendo il copy per il retro di copertina).
Aggiungere un paragrafo per far capire all’editore il proprio valore aggiunto: il soggetto è nuovo oppure lo è l’approccio? Lo scopo è di informare il lettore, di aiutarlo nel suo lavoro, di semplificare il suo rapporto con una nuova tecnologia? Essere specifico è fondamentale.
Includere un sommario in modo che sia chiaro come si pensa di organizzare e sviluppare le idee. Fornire indicazioni sulla lunghezza del manoscritto (conteggio parole e/o numero ricette)
Includere un capitolo tipo e/o esempi delle ricette. L’editore deve anche valutare la qualità e lo stile di scrittura.
2) INDICARE IL TARGET MARKET / AUDIENCE
Chi comprerà il libro? Perché sarà di interesse per un segmento del pubblico? È necessario provare che esiste un mercato identificabile per il proprio prodotto e che questo mercato sia sufficientemente grande da meritare l’investimento della casa editrice.
Sono da evitare grandi generalizzazioni tipo, “Sarà di sicuro interesse ad ogni professionista del settore”. Saranno più convincenti dati statistici o riferimenti a studi di settore.
Eventualmente, è importante enfatizzare in che modo il libro si può differenziare da quelli già sul mercato.
3) STABILIRE LA PROPRIA AUTORITA’
All’editore non interessa ricevere un curriculum dai tempi del primo impiego. Vuole capire invece quali esperienze contribuiscono alla credibilità di un autore, che tipo di qualifica o di percorso professionale sostiene il progetto.
Parte 1: Fare la dovuta ricerca prima di presentarsi
Parte 2: Conoscere i ruoli per evitare sorprese
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