Terza puntata della nostra guida per chi desiderasse proporre il proprio progetto a una casa editrice.
E’ bene rendersi conto che una proposta editoriale è, a tutti gli effetti, una proposta di vendita. Questo documento deve provare che l’autore ha idee valide, che queste abbiano un mercato e che sia in grado di presentarle in modo efficace. Consigliamo di dividere questa prova in tre parti:
1) DESCRIVERE IL PROGETTO
Fornire un riassunto (È utile immaginare che si stia scrivendo il copy per il retro di copertina).
Aggiungere un paragrafo per far capire all’editore il proprio valore aggiunto: il soggetto è nuovo oppure lo è l’approccio? Lo scopo è di informare il lettore, di aiutarlo nel suo lavoro, di semplificare il suo rapporto con una nuova tecnologia? Essere specifico è fondamentale.
Includere un sommario in modo che sia chiaro come si pensa di organizzare e sviluppare le idee. Fornire indicazioni sulla lunghezza del manoscritto (conteggio parole e/o numero ricette)
Includere un capitolo tipo e/o esempi delle ricette. L’editore deve anche valutare la qualità e lo stile di scrittura.
2) INDICARE IL TARGET MARKET / AUDIENCE
Chi comprerà il libro? Perché sarà di interesse per un segmento del pubblico? È necessario provare che esiste un mercato identificabile per il proprio prodotto e che questo mercato sia sufficientemente grande da meritare l’investimento della casa editrice.
Sono da evitare grandi generalizzazioni tipo, “Sarà di sicuro interesse ad ogni professionista del settore”. Saranno più convincenti dati statistici o riferimenti a studi di settore.
Eventualmente, è importante enfatizzare in che modo il libro si può differenziare da quelli già sul mercato.
3) STABILIRE LA PROPRIA AUTORITA’
All’editore non interessa ricevere un curriculum dai tempi del primo impiego. Vuole capire invece quali esperienze contribuiscono alla credibilità di un autore, che tipo di qualifica o di percorso professionale sostiene il progetto.
Conosciamo diversi cuochi con il pallino del collezionismo: da Romano Tamani con le sue magnifiche zuppiere ad Agata Parisella con le sue eleganti teiere. Ovviamente, non tutti i cuochi e pasticcieri cedono al fascino degli oggetti legati al proprio lavoro, ma la tentazione rimane alta per diversi motivi.
Tanta allegria e un po’ di emozione per i 37 nuovi cuochi, pasticceri e pastry chef che sabato 28 settembre, nell’Auditorium Santa Giulia di Brescia, hanno partecipato alla cerimonia di chiusura del loro percorso di formazione in CAST Alimenti. Forti delle competenze acquisite in aula e poi consolidate nei quattro mesi di tirocinio in strutture …
Uno dei primordiali nutrimenti dall’uomo e uno degli alimenti più completi. Sull’uovo, sulla sua storia e su i suoi tanti significati religiosi e pagani, si sono cimentati poeti e scrittori, filosofi e storici e le sue qualità organolettiche e degustative hanno attratto gastronomi e chef di tutto il mondo che hanno creato decine di mirabili …
Proposta editoriale 3: creare il documento
Terza puntata della nostra guida per chi desiderasse proporre il proprio progetto a una casa editrice.
E’ bene rendersi conto che una proposta editoriale è, a tutti gli effetti, una proposta di vendita. Questo documento deve provare che l’autore ha idee valide, che queste abbiano un mercato e che sia in grado di presentarle in modo efficace. Consigliamo di dividere questa prova in tre parti:
1) DESCRIVERE IL PROGETTO
Fornire un riassunto (È utile immaginare che si stia scrivendo il copy per il retro di copertina).
Aggiungere un paragrafo per far capire all’editore il proprio valore aggiunto: il soggetto è nuovo oppure lo è l’approccio? Lo scopo è di informare il lettore, di aiutarlo nel suo lavoro, di semplificare il suo rapporto con una nuova tecnologia? Essere specifico è fondamentale.
Includere un sommario in modo che sia chiaro come si pensa di organizzare e sviluppare le idee. Fornire indicazioni sulla lunghezza del manoscritto (conteggio parole e/o numero ricette)
Includere un capitolo tipo e/o esempi delle ricette. L’editore deve anche valutare la qualità e lo stile di scrittura.
2) INDICARE IL TARGET MARKET / AUDIENCE
Chi comprerà il libro? Perché sarà di interesse per un segmento del pubblico? È necessario provare che esiste un mercato identificabile per il proprio prodotto e che questo mercato sia sufficientemente grande da meritare l’investimento della casa editrice.
Sono da evitare grandi generalizzazioni tipo, “Sarà di sicuro interesse ad ogni professionista del settore”. Saranno più convincenti dati statistici o riferimenti a studi di settore.
Eventualmente, è importante enfatizzare in che modo il libro si può differenziare da quelli già sul mercato.
3) STABILIRE LA PROPRIA AUTORITA’
All’editore non interessa ricevere un curriculum dai tempi del primo impiego. Vuole capire invece quali esperienze contribuiscono alla credibilità di un autore, che tipo di qualifica o di percorso professionale sostiene il progetto.
Parte 1: Fare la dovuta ricerca prima di presentarsi
Parte 2: Conoscere i ruoli per evitare sorprese
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Conosciamo diversi cuochi con il pallino del collezionismo: da Romano Tamani con le sue magnifiche zuppiere ad Agata Parisella con le sue eleganti teiere. Ovviamente, non tutti i cuochi e pasticcieri cedono al fascino degli oggetti legati al proprio lavoro, ma la tentazione rimane alta per diversi motivi.
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Uno dei primordiali nutrimenti dall’uomo e uno degli alimenti più completi. Sull’uovo, sulla sua storia e su i suoi tanti significati religiosi e pagani, si sono cimentati poeti e scrittori, filosofi e storici e le sue qualità organolettiche e degustative hanno attratto gastronomi e chef di tutto il mondo che hanno creato decine di mirabili …