Nooo, un altro blog, un’altra azienda che tenta di camuffare la propria pubblicità come una conversazione. Beh, speriamo di no. Non è quella l’idea.
Aver da fare con libri di cucina tutti i giorni ci offre la scusa di esplorare molte idee, ma gran parte delle ricerche e i dibattiti che animano la vita quotidiana del nostro ufficio non sono riflessi nelle opere che pubblichiamo. In altre parole, spesso i retroscena e i processi che ci portano a decidere “No, non siamo disposti a fare quello” sono stimolanti quanto i progetti che arrivano in stampa. Parliamo di un sacco di cose: l’agricoltura sostenibile, l’ego degli chef, perché i bambini sono ossessionati dai colori del cibo, perché sembra che i librai non leggono, la fotografia, la tipografia, la carta, le nuove tecnologie dentro e fuori la cucina. È una specie di cocktail senza una ricetta fissa. Qualche volta la miscela diventa un po’ troppo forte e siamo costretti a buttare tutto e ricominciare.
Speriamo che troverai questo spazio un buon posto per origliare e che le nostre chiacchierate ti stimoleranno al punto di voler partecipare. Parleremo di libri che abbiamo pubblicato o che vendiamo? Nello spirito della trasparenza, la risposta è “Sì, qualche volta”. È inevitabile visto che occupano una parte così importante del nostro tempo e della nostra energia. Speriamo di poter parlare di libri in un modo che non dica “Compra questo”!, ma piuttosto di comunicare, Consideri questo.
Dall’inizio Bibliotheca Culinaria fu concepita come un luogo per raccogliere quello che speravamo fossero informazioni utili. Nella nostra idea fu una specie di rifugio, inizialmente per gli chef poco rappresentati sugli scaffali delle librerie (come sono cambiate le cose!) e poi come alternativa all’appiattimento del gusto imposto dalle grandi case editrici. È nostra intenzione che questo blog costituisca uno spazio simile, un posto per raccogliere le idee (anche quelle balzane) che ci stimolano, un luogo sicuro per il lettore curioso.
If a library is a mirror of a personality, then a photograph of a shelf is a sort of selfie. In that spirit we bring you the shelfie: a series of self-portraits with books. Today we explore the library of Paolo Marchi, the man who literally transformed food journalism in Italy. Creator of Identità Golose, the first Italian congress format dedicated to the …
A well organized exhibitions possess, I believe, a double tier of interpretation. This is certainly the case for the fine show at the Milan Triennale until 22 February. After that date it will move on to Bergamo where it will remain until the end of October. Camminare la terra, curated by Aldo Colonetti, Alberto Capatti …
L’architettura dei ristoranti è in forte evoluzione. Un ripensamento dell’ospitalità in generale ha provocato un mutamento nel suo involucro. Più rilassato e più modellato sullo stile di vita moderno, i nuovi locali stanno abbandonando il bling per il comfort; stanno sostituendo il glamour con il benessere.
Si parte!
Nooo, un altro blog, un’altra azienda che tenta di camuffare la propria pubblicità come una conversazione. Beh, speriamo di no. Non è quella l’idea.
Aver da fare con libri di cucina tutti i giorni ci offre la scusa di esplorare molte idee, ma gran parte delle ricerche e i dibattiti che animano la vita quotidiana del nostro ufficio non sono riflessi nelle opere che pubblichiamo. In altre parole, spesso i retroscena e i processi che ci portano a decidere “No, non siamo disposti a fare quello” sono stimolanti quanto i progetti che arrivano in stampa. Parliamo di un sacco di cose: l’agricoltura sostenibile, l’ego degli chef, perché i bambini sono ossessionati dai colori del cibo, perché sembra che i librai non leggono, la fotografia, la tipografia, la carta, le nuove tecnologie dentro e fuori la cucina. È una specie di cocktail senza una ricetta fissa. Qualche volta la miscela diventa un po’ troppo forte e siamo costretti a buttare tutto e ricominciare.
Speriamo che troverai questo spazio un buon posto per origliare e che le nostre chiacchierate ti stimoleranno al punto di voler partecipare. Parleremo di libri che abbiamo pubblicato o che vendiamo? Nello spirito della trasparenza, la risposta è “Sì, qualche volta”. È inevitabile visto che occupano una parte così importante del nostro tempo e della nostra energia. Speriamo di poter parlare di libri in un modo che non dica “Compra questo”!, ma piuttosto di comunicare, Consideri questo.
Dall’inizio Bibliotheca Culinaria fu concepita come un luogo per raccogliere quello che speravamo fossero informazioni utili. Nella nostra idea fu una specie di rifugio, inizialmente per gli chef poco rappresentati sugli scaffali delle librerie (come sono cambiate le cose!) e poi come alternativa all’appiattimento del gusto imposto dalle grandi case editrici. È nostra intenzione che questo blog costituisca uno spazio simile, un posto per raccogliere le idee (anche quelle balzane) che ci stimolano, un luogo sicuro per il lettore curioso.
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If a library is a mirror of a personality, then a photograph of a shelf is a sort of selfie. In that spirit we bring you the shelfie: a series of self-portraits with books. Today we explore the library of Paolo Marchi, the man who literally transformed food journalism in Italy. Creator of Identità Golose, the first Italian congress format dedicated to the …
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