Nooo, un altro blog, un’altra azienda che tenta di camuffare la propria pubblicità come una conversazione. Beh, speriamo di no. Non è quella l’idea.
Aver da fare con libri di cucina tutti i giorni ci offre la scusa di esplorare molte idee, ma gran parte delle ricerche e i dibattiti che animano la vita quotidiana del nostro ufficio non sono riflessi nelle opere che pubblichiamo. In altre parole, spesso i retroscena e i processi che ci portano a decidere “No, non siamo disposti a fare quello” sono stimolanti quanto i progetti che arrivano in stampa. Parliamo di un sacco di cose: l’agricoltura sostenibile, l’ego degli chef, perché i bambini sono ossessionati dai colori del cibo, perché sembra che i librai non leggono, la fotografia, la tipografia, la carta, le nuove tecnologie dentro e fuori la cucina. È una specie di cocktail senza una ricetta fissa. Qualche volta la miscela diventa un po’ troppo forte e siamo costretti a buttare tutto e ricominciare.
Speriamo che troverai questo spazio un buon posto per origliare e che le nostre chiacchierate ti stimoleranno al punto di voler partecipare. Parleremo di libri che abbiamo pubblicato o che vendiamo? Nello spirito della trasparenza, la risposta è “Sì, qualche volta”. È inevitabile visto che occupano una parte così importante del nostro tempo e della nostra energia. Speriamo di poter parlare di libri in un modo che non dica “Compra questo”!, ma piuttosto di comunicare, Consideri questo.
Dall’inizio Bibliotheca Culinaria fu concepita come un luogo per raccogliere quello che speravamo fossero informazioni utili. Nella nostra idea fu una specie di rifugio, inizialmente per gli chef poco rappresentati sugli scaffali delle librerie (come sono cambiate le cose!) e poi come alternativa all’appiattimento del gusto imposto dalle grandi case editrici. È nostra intenzione che questo blog costituisca uno spazio simile, un posto per raccogliere le idee (anche quelle balzane) che ci stimolano, un luogo sicuro per il lettore curioso.
Di norma il segnaposto spunta nelle cene per otto o più persone onde evitare quel balletto imbarazzante quando giunge il momento di sedersi, un rito di esitazioni e attese che rischia di scombinare il ritmo della cucina o di compromettere il livello della conversazione.
Si parte!
Nooo, un altro blog, un’altra azienda che tenta di camuffare la propria pubblicità come una conversazione. Beh, speriamo di no. Non è quella l’idea.
Aver da fare con libri di cucina tutti i giorni ci offre la scusa di esplorare molte idee, ma gran parte delle ricerche e i dibattiti che animano la vita quotidiana del nostro ufficio non sono riflessi nelle opere che pubblichiamo. In altre parole, spesso i retroscena e i processi che ci portano a decidere “No, non siamo disposti a fare quello” sono stimolanti quanto i progetti che arrivano in stampa. Parliamo di un sacco di cose: l’agricoltura sostenibile, l’ego degli chef, perché i bambini sono ossessionati dai colori del cibo, perché sembra che i librai non leggono, la fotografia, la tipografia, la carta, le nuove tecnologie dentro e fuori la cucina. È una specie di cocktail senza una ricetta fissa. Qualche volta la miscela diventa un po’ troppo forte e siamo costretti a buttare tutto e ricominciare.
Speriamo che troverai questo spazio un buon posto per origliare e che le nostre chiacchierate ti stimoleranno al punto di voler partecipare. Parleremo di libri che abbiamo pubblicato o che vendiamo? Nello spirito della trasparenza, la risposta è “Sì, qualche volta”. È inevitabile visto che occupano una parte così importante del nostro tempo e della nostra energia. Speriamo di poter parlare di libri in un modo che non dica “Compra questo”!, ma piuttosto di comunicare, Consideri questo.
Dall’inizio Bibliotheca Culinaria fu concepita come un luogo per raccogliere quello che speravamo fossero informazioni utili. Nella nostra idea fu una specie di rifugio, inizialmente per gli chef poco rappresentati sugli scaffali delle librerie (come sono cambiate le cose!) e poi come alternativa all’appiattimento del gusto imposto dalle grandi case editrici. È nostra intenzione che questo blog costituisca uno spazio simile, un posto per raccogliere le idee (anche quelle balzane) che ci stimolano, un luogo sicuro per il lettore curioso.
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Ad ognuno il suo posto
Di norma il segnaposto spunta nelle cene per otto o più persone onde evitare quel balletto imbarazzante quando giunge il momento di sedersi, un rito di esitazioni e attese che rischia di scombinare il ritmo della cucina o di compromettere il livello della conversazione.