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	<title>Shelfie - Bibliotheca Culinaria</title>
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		<title>Lo shelfie &#8211; Diego Ferrari</title>
		<link>https://www.bibliothecaculinaria.it/2017/04/20/lo-shelfie-diego-ferrari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liz Marcucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 06:15:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Shelfie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(N.B. TheEnglish language version of this interview appears after the Italian one. Please scroll down to read it.) I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a Diego &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2017/04/20/lo-shelfie-diego-ferrari/">Lo shelfie &#8211; Diego Ferrari</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(N.B. TheEnglish language version of this interview appears after the Italian one. Please scroll down to read it.)<br />
<strong>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a <a href="http://diegoferrari-cocktailart.com/index.html">Diego Ferrari.</a></strong> Lodigiano, coltiva fin da adolescente la passione per il mestiere di barman. Accede all’Associazione Italiana Barman e Sostenitori, dove rimarrà socio per diverso tempo. In quegli anni conosce l’arte di colui che reputa il suo mentore e guru della mixology Dario Comini e passo per passo studia i suoi drink per poterli riproporre nella piccola provincia e attraverso le competizioni di barman. I tempi ormai maturi lo portano continuamente a crescere e dopo aver studiato le basi tecniche di Barchef, Molecular Mixology e Tiki parte per Londra dove si iscrive all’Associazione dei Barman Inglese e approda al Baglioni Hotel 5 stelle dove impara l’arte dei drink non convenzionali con l’uso di pietre aromatizzate, oro, gelatine, infusioni di tea a molto altro. Oggi è uno dei più affermati e conosciuti mixologist italiani. Creatore del famoso gruppo di Facebook Cocktail Art, collezionista di antiquariato del bar ed estimatore della buona ospitalità, attualmente collabora con la <a href="http://www.rotondabistro.it/">Rotonda Bistro</a> nel centro di Milano situata in un monumento storico, un ex cimitero del 1700, dove si è specializzato in cocktail creati con ingredienti sotto i 21 gradi alcolici.</p>
<p><span id="more-18534"></span></p>
<p><strong>-Da quanti anni raccoglie libri legati alla Sua professione? Si ricorda il primo che ha comprato?</strong><br />
Da quando avevo 17 anni perciò circa 23 anni.<br />
Il primo acquisto:<em> Il libro dei cocktail</em> di Ezio Falconi.</p>
<p><strong>-Quanti volumi fanno parte della sua biblioteca personale?</strong><br />
Sessanta circa</p>
<p><strong>-Raccoglie libri in più lingue?</strong><br />
Certo poiché alcuni libri che parlano di mixology arrivano da mercati inglesi o americani e sono anche un valido aiuto per arricchire la nostra conoscenza anche in lingua inglese.</p>
<p><strong>-Dove sono custoditi questi libri e come sono organizzati? Ha un sistema che le permette di trovare un volume velocemente oppure è spesso una caccia al tesoro?</strong><br />
In camera da letto in una confusa, ma funzionale libreria suddivisi per grandezza e forma.<br />
Adoro la caccia al tesoro…..</p>
<p><a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/lo-shelfie-diego-ferrari/libreria-ferrari/" rel="attachment wp-att-18541"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18541" src="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2017/04/libreria-ferrari.jpg" alt="libreria-ferrari" width="500" height="622" srcset="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2017/04/libreria-ferrari.jpg 500w, https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2017/04/libreria-ferrari-241x300.jpg 241w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>-E’ un accumulatore seriale oppure, ogni tanto, elimina i volumi che non le interessano più? Come si immagina la sua biblioteca fra 20 anni?</strong><br />
Più accumulatore ma contenuto, a dire il vero i libri dove sono citato sono addirittura in doppia copia così da poter toccare e sfruttarne una e tenere immacolata la seconda copia.<br />
Tra 20 anni la mia biblioteca sarà sempre più ricca sperando anche di vedere qualche mio libro all’interno della collezione….</p>
<p><strong>-Le interessano gli e-book o le APP del settore bar? Pensa che arriverà il momento che abbandonerà la carta a favore di una biblioteca elettronica?</strong><br />
Non amo gli e-book poiché reputo che il fascino e l’utilizzo della carta stampata sia più affascinante e semplice.<br />
Sarà romantico, ma il romanticismo non crollerà mai.<br />
Per quanto riguarda le App solo se danno funzionalità, per quanto riguarda ricettari o simili non sono un grande amante di kb che appesantisco il mio smartphone inutilmente.<br />
Non credo che la carta stampata un giorno sarà soppiantata del tutto dalla tecnologia, al massimo spero che l’evoluzione permetta di sostituire la carta con surrogati lasciando però il concetto del libro immutato.</p>
<p><strong>-E’ geloso dei suoi libri? Li presta?</strong><br />
Assolutamente si!! Se qualcuno lo guarda prima di me mi incazzo come una iena!<br />
Prestarli? Perchè??<br />
A 17 anni non avevo soldi, ma i pochi che avevo li investivo in libri del settore per acculturarmi….e, a quel tempo non cera Amazon, internet, o gli e-book economici.</p>
<p><strong>-Le capita di regalare libri sui cocktail o sul bartending?</strong><br />
Raramente poiché gli argomenti trattati sono soggettivi e credo onestamente che ognuno la cultura se la debba fare con criteri propri, deve essere la persona stessa a scegliere il suo libro.</p>
<p><a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/lo-shelfie-diego-ferrari/libreria-ferrari2/" rel="attachment wp-att-18542"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18542" src="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2017/04/libreria-ferrari2.jpg" alt="libreria-ferrari2" width="500" height="571" srcset="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2017/04/libreria-ferrari2.jpg 500w, https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2017/04/libreria-ferrari2-263x300.jpg 263w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p><strong>-Scrive nei suoi libri? Aggiunge note su ricette provate, commenti, critiche all’autore?</strong><br />
No, è come criticare una scelta o la credibilità di un’altra persona!<br />
Credo che le critiche siano il cancro della società poiché porta tutti ad essere gli allenatori del lunedì e di conseguenza tuttologi che sprecano tempo e denaro per fare i sapientoni…<br />
Una persona intelligente legge, prova, si confronta con altri testi e poi tira conclusioni privatamente sull&#8217;eventuale autore o collega.</p>
<p><strong>-Il libro “professionale” l’accompagna fino al comodino? Dove lo preferisce leggere?</strong><br />
No si ferma davanti al divano: mai mischiare piacere e dovere.<br />
In salotto è il suo ambiente naturale o in un bar pomeridiano con poche persone attorno davanti ad un buon aperitivo.</p>
<p><strong>-Esiste un libro di particolare che desidererebbe possedere, ma che non è mai riuscito a trovare?</strong><br />
Vi dico il libro che non vorrei avere….basta con libri di sole ricette con foto del 1980 di repertorio! Il mondo della mixology sta diventando sempre più approfondito perciò gli argomenti specifici da trattare possono essere diversi!</p>
<p><strong>-Se capitasse un disastro e fosse possibile salvare solo 5 titoli della sua biblioteca, quali libri sceglierebbe? Perché?</strong><br />
Il più grande libro della storia ricco di poesia e aneddoti e non ricette… <em>Ed è subito Martini</em> di Lowell Edmunds.<br />
IL libro che ha fatto la differenza in Italia <em>Barchef e Molecular Mixology</em> di Dario Comini<br />
Il libro che mi ha fatto innamorare del mio lavoro <em>Cocktails</em> di Ezio Falconi<br />
Il mio primo libro perché sarà diverso dagli altri “sotto” ogni punto di vista….<br />
Il mio secondo libro perché darà alla gente comune una visione differente del bartender….</p>
<p>___________________</p>
<p><strong>If a library is a mirror of a personality, then a photograph of a shelf is a sort of </strong><strong><em>selfie.</em></strong><strong>  In that spirit, we bring you the </strong><strong><em>shelfie</em></strong><strong>: a series of self-portraits with books. </strong><br />
Today we explore the library of  <a href="http://diegoferrari-cocktailart.com/index.html">Diego Ferrari</a>. Born in Lodi, he became enthralled with the role of the barman from his teens.  Membership in the Associazione Italiana Barman e Sostenitori brought him into contact with his mentor, the guru of mixology, Dario Comini. Step-by-step he studied the drinks of the master with an eye toward reproposing them and also to hone his competition skills. Time and study allowed him to master the tecniques of the Barchef, Molecular Mixology and all things Tiki. A move to London led him to the 5 star Baglioni Hotel where he learned the art of mixing unconventional drinks using aromatic stones, gold leaf, gelatin, tea infusions and much more. Today he is one of Italy&#8217;s most respected and visible mixologists. Creator of the legendary facebook group Cocktail Art, collector of antiquarian barware and cultivator of fine hospitality, he currently collaborates with the <a href="http://www.rotondabistro.it/">Rotonda Bistro</a> in the heart of Milan, a singular venue located in a historical monument, an ex-cemetery dating from the 1700s. Here he specializes in low-alcohol cocktails &#8220;under 21 degrees&#8221;.</p>
<p><strong>&#8211; How long have you been accumulating books</strong><strong> relating to bartending</strong><strong>? </strong><strong> Do you remember the first book you bought?</strong><br />
I’ve been collecting since I was 17, so that makes a total of around 23 years.<br />
My first purchase was “Il libro dei cocktail” by Ezio Falconi.</p>
<p><strong>&#8211; How many books make up your personal </strong><strong>bartending</strong><strong> library?</strong><br />
Around sixty.</p>
<p><strong>&#8211; Do you collect books in more than one language?</strong><br />
Certainly, because so many books on mixology appear in the UK and American markets, I’ve had to extend my reach to English.</p>
<p><strong>&#8211; Where do you keep your books and how are they organized? Do you have a system for ferreting out the single tome quickly or does that tend to become a scavenger hunt? </strong><br />
They’re in the bedroom in a confused, but functional bookshelf where they are subdivided by size and form.<br />
I do love a scavenger hunt.</p>
<p><strong>&#8211; Would you define yourself as a serial accumulator or do you, from time to time, eliminate books of less interest to you?</strong><br />
I’m more of a restrained accumulator. Truthfully, I do purchase duplicate copies of books where I’m cited so as to have one working copy and a second, immaculate copy.</p>
<p><strong>&#8211; How do you imagine your library in 20 years from now?</strong><br />
In 20 years time, my library will be even richer and I hope it will hold a few books I’ve authored.</p>
<p><strong>&#8211; Are you interested in culinary APPs and/or e-books?</strong> <strong>Do you think the time will come when you will abandon paper for digital media? </strong><br />
I’m not a fan of e-books. I find that the allure and simple use of printed books beats the digital format.<br />
It’s romantic, but romanticism will never die.<br />
With regard to Apps, only if they are really useful. I don’t much like the idea of occupying precious kb of my smartphone with recipes.<br />
I don’t think the printed book will be completely supplanted by technology. I hope that evolution in the field will allow us to replace paper with something else while leaving the concept of the book unchanged.</p>
<p><strong>&#8211; Are you possessive about your books?</strong><strong> Do you ever lend them?</strong><br />
Yes, absolutely! If someone opens a new book in my collection before I’ve had the chance to, I get mad as a hyena.<br />
Lend? Why??<br />
When I was 17, I didn’t have much money and the little I did have, I invested in books to acculturate myself and in those days there was no Amazon, no internet, and no economical e-books.</p>
<p><strong>&#8211; Do you ever make gifts of </strong><strong>books on bartending</strong><strong>?</strong><br />
Rarely. The information they provide is often subjective and, honestly, I think that learning shouldn’t be forced. Each person should choose his own books.</p>
<p><strong>&#8211; Do you write in your books? Do you add notes to recipes you&#8217;ve tried, insert comments about the text or criticisms of the author?</strong><br />
No that would be like criticizing a choice or the credibility of another person! I think that knee-jerk criticism is a societal cancer. Everybody is an armchair quarterback, self-styled know-it-alls waste time and money<br />
An intelligent person reads, experiments, compares one text with another and then draws his own conclusions privately regarding a particular author or colleague.</p>
<p><strong>&#8211; Do </strong><strong>your professional books </strong><strong>ever make it to your bedside table?</strong> <strong>Where do you prefer to read them? </strong><strong><br />
</strong>No, books linked to my professional interests tend to make it only as far as the couch. Never mix business with pleasure.<br />
The living room offers a natural ambiance for reading a cocktail book or a bar in the afternoon with just a few clients and a good aperitif.</p>
<p><strong>&#8211; Is there a particular </strong><strong>book </strong><strong>you would like to possess, but have never been able to find? </strong><br />
I can tell you about the book I don’t want… I’ve ha enough of cocktail recipes illustrated with photos shot in the 1980s! The world of mixology is finally looking to delve deeper. There are a lot of specific topics ripe for exploration.</p>
<p><strong>&#8211; In the case of a disaster in which you could only save five titles from your gastronomic library, what would you choose? Why? </strong><br />
The greatest book with a historical slant, full of poetry and anecdotes and not recipes: <em>Martini Straight Up </em>by Lowell Edmunds.<br />
The book that made a difference in Italy <em>Barchef e Molecular Mixology</em> di Dario Comini.<br />
The book that made me fall in love with bartending, <em>Cocktails</em> by Ezio Falconi.<br />
My first book because it will be different from all of the others from all points of view…<br />
My second book because it will offer people a different view of the bartender…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lo Shelfie &#8211;  Davide Cassi</title>
		<link>https://www.bibliothecaculinaria.it/2016/09/29/lo-shelfie-davide-cassi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Palla]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 06:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Shelfie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a Davide Cassi, professore di Fisica della Materia all’Università di Parma, dove ha fondato e dirige il Laboratorio di Fisica Gastronomica &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2016/09/29/lo-shelfie-davide-cassi/">Lo Shelfie &#8211;  Davide Cassi</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca.<br />
Oggi lo “scatto” è dedicato a Davide Cassi, professore di Fisica della Materia all’Università di Parma, dove ha fondato e dirige il Laboratorio di Fisica Gastronomica e lo spinoff Future Cooking Lab. Presso la stessa sede, è stato il primo presidente del primo Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche dell’Università italiana. Da oltre 20 anni collabora con i migliori chef e pasticceri del mondo, mettendo a punto nuove tecniche di cucina. Nel 2002, insieme allo chef Bocchia, ha introdotto l’idea di cucina molecolare, definita nel libro &#8220;Il gelato estemporaneo ed altre invenzioni gastronomiche&#8221; (2005), primo manuale sul tema a livello mondiale (tradotto in spagnolo con il titolo “La ciencia en los fogones”). Ha partecipato a numerosi eventi pubblici e trasmissioni radiofoniche e televisive, collabora con riviste italiane e straniere e cura il blog &#8220;Il Gastronomo Scientifico&#8221; (gastronomoscientifico.blogspot.it). Per la sua attività di ricerca su scienza e gastronomia gli sono stati conferiti il Premio Internazionale Caterina de’ Medici, il Premio Tarlati e il Grand Prix de la Science de l’Alimentation de l’Académie Internationale de la Gastronomie.</p>
<p><span id="more-16240"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Da quanti anni raccoglie libri che hanno un legame con la gastronomia? Si ricorda il primo che ha comprato?<br />
</em></strong>Tantissimi. Almeno da quando ero studente di liceo. Il primo libro, ovviamente, non lo ricordo. Ma uno dei primi che mi tornano alla mente è “Oltre il fornello” di Gualtiero Marchesi. La dedica autografa è di diversi anni dopo, quando i casi della vita mi hanno portato a stringere amicizia con l’autore.</p>
<p><strong><em>Quanti volumi fanno parte della sua biblioteca personale?<br />
</em></strong>Qualche mese fa erano circa cinquemila, ma non sono mai riuscito a fare un conteggio accurato.</p>
<p><strong><em>Raccoglie libri in più lingue?<br />
</em></strong>Certamente. Latino a parte, ho molti volumi in inglese, francese, tedesco e spagnolo. Se conosco la lingua, cerco sempre l’edizione originale. Nelle traduzioni si perde tantissimo.</p>
<p><strong><em>Dove sono custoditi questi libri e come sono organizzati? Ha un </em></strong><strong><em>sistema che le permette di trovare un volume velocemente oppure è </em></strong><strong><em>spesso una caccia al tesoro?<br />
</em></strong>La maggior parte sono nello studio di casa: tre pareti interamente occupate da scaffali. Un’altra libreria si trova in soggiorno e uno scaffale in cucina. Poi ci sono lo studio e due laboratori all’università, ma lì non conservo i volumi a cui tengo di più, ovviamente.<br />
L’unico metodo di classificazione è la memoria visiva, che funziona ancora molto bene, soprattutto perché la coltivo. Non c’è sera che, prima di coricarmi, non passi a fare una visita, anche rapida, ai miei libri. Percorro con gli occhi gli scaffali, scorro i titoli, i colori delle copertine. Un po’ come il contadino che guarda i suoi campi.</p>
<p><a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2016/09/libreria-cassi.jpg" rel="attachment wp-att-16246"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16246" src="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2016/09/libreria-cassi.jpg" alt="libreria-cassi" width="550" height="309" srcset="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2016/09/libreria-cassi.jpg 550w, https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2016/09/libreria-cassi-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>È un accumulatore seriale oppure, ogni tanto, elimina i volumi che </em></strong><strong><em>non le interessano più? Come si immagina la sua biblioteca fra 20 </em></strong><strong><em>anni?<br />
</em></strong>Non elimino proprio niente! Sarebbe un sacrilegio. La biblioteca ora cresce molto lentamente, per imprescindibili ragioni di spazio. Ma prima o poi ci espanderemo…</p>
<p><strong><em>Le interessano gli e-book o le APP? Pensa che </em></strong><strong><em>arriverà il momento che abbandonerà la carta a favore di una </em></strong><strong><em>biblioteca elettronica?<br />
</em></strong>Sì, leggo molti libri in formato elettronico, soprattutto i romanzi. Hanno l’enorme vantaggio di non occupare spazio e di non pesare. Nel mio lettore ne tengo memorizzate diverse centinaia. Sono comodi, li puoi portare con te dove vuoi, in viaggio, in riva al mare, in un bosco… Questo non significa che sostituiranno i loro fratelli di carta. Per ora, convivono benissimo.</p>
<p><strong><em>È geloso dei suoi libri? Li presta?<br />
</em></strong>Le rarissime volte che li ho prestati, me ne sono sempre dovuto pentire.</p>
<p><strong><em>Le capita di regalare libri di cucina?<br />
</em></strong>A volte, ma solo a chi conosco molto bene.</p>
<p><strong><em>Scrive nei suoi libri? Aggiunge note, commenti, o critiche all’autore?<br />
</em></strong>Lo facevo quando studiavo. Adesso mi capita molto più raramente. Ho sviluppato una sorta di rispetto per la pagina stampata.</p>
<p><strong><em>Il libro gastronomico l’accompagna fino al comodino? Dove lo preferisce leggere?<br />
</em></strong>No, no. Lo leggo quando sono ben sveglio. Seduto alla scrivania o tutt’al più in poltrona.</p>
<p><strong><em>Esiste un libro particolare che desidererebbe possedere, ma che non è </em></strong><strong><em>mai riuscito a trovare?<br />
</em></strong>Come no! Il secondo libro della Poetica di Aristotele…</p>
<p><strong><em>Se capitasse un disastro e fosse possibile salvare solo 5 titoli della </em></strong><strong><em>sua biblioteca, quali libri sceglierebbe? Perché?<br />
</em></strong>Se parliamo di libri in generale, difenderei col mio corpo i volumi più antichi, che mi sono comprato anni fa con i primi sudati risparmi, tipo l’edizione originale di Linneo. Limitandoci ai libri di cucina, sceglierei un’edizione storica de “L’arte di convitare” di Giovanni Rajberti, uno dei primi regali di mia moglie. Poi “Le guide culinarie” di Escoffier, “Los secretos del Bulli” di Adrià, il già citato “Oltre il fornello” e “Secrets gourmands” di Pierre Hermé, un carissimo ricordo della mia prima collaborazione scientifico-gastronomica. Sono tutti ricordi, in verità. E gli ultimi tre hanno dediche molto personali.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo Shelfie- Moreno Cedroni</title>
		<link>https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/08/07/lo-shelfie-moreno-cedroni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Palla]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2015 10:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Shelfie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a Moreno Cedroni, chef a 2 stelle Michelin che ha portato uno spirito avanguardista nella cucina italiana. Nato ad Ancona nel 1964, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/08/07/lo-shelfie-moreno-cedroni/">Lo Shelfie- Moreno Cedroni</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a Moreno Cedroni, chef a 2 stelle Michelin che ha portato uno spirito avanguardista nella cucina italiana. Nato ad Ancona nel 1964, aprì appena ventenne il ristorante La Madonnina del Pescatore a Senigallia nominato dal <em>Wall Street Journal</em> tra i primi dieci ristoranti europei di pesce del 2011. Tra altre pubblicazioni, per Bibliotheca Culinaria ha scritto <em>Sushi &amp; Susci</em>, nel quale presenta il concetto di susci, ovvero un modo innovativo di reinterpretare il pesce crudo.</p>
<p><span id="more-11402"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il regno del suo susci diverrà nel 2000 il Clandestino Susci Bar, proprio nel cuore del paesaggio più spettacolare della costa dell’Adriatico, Portonovo. Nel 2003 ha cominciato a produrre nel suo laboratorio Officina le rinomate conserve gourmet e nello stesso anno ha aperto la prima salumeria di pesce al mondo, Anikò, nella città di Senigallia. Nel 2010 si è unito a Moschino per creare una versione urbana del suo susci bar, il Clandestino Milano. Cedroni ha ricevuto vari premi e riconoscimenti tra cui il Sole di Veronelli, le Tre Forchette del Gambero Rosso e lo svedese Kungsfenan Seafood Award. Egli è considerato uno degli chef italiani più innovativi, un vero <em>enfant terrible</em> della cucina internazionale.</p>
<p><!--more--></p>
<p><strong>Da quanti anni raccoglie libri di cucina? Si ricorda il primo che ha comprato?</strong><br />
Purtroppo da tanti anni, ho aperto la Madonnina del Pescatore a vent’anni, nel 1984 e da lì ho iniziato a documentarmi, a raccogliere libri, volevo imparare tutto e subito. Tra i primi libri il manuale di Marco Pierre White e poi un libro di Paracucchi.</p>
<p><strong>Quanti volumi fanno parte della sua biblioteca culinaria personale?</strong><br />
<span style="font-size: 16px;">Occhio e croce saranno più di 500.</span></p>
<p><strong>Raccoglie libri in più lingue?</strong><br />
Assolutamente sì, all’inizio tanti libri francesi, tanto eravamo attratti dalla cucina d’oltralpe, poi il momento dei libri in lingua inglese, poi per alcuni anni lo spagnolo l’ha fatta da padrone e poi anche rare pubblicazioni in giapponese.</p>
<p><strong>Dove sono custoditi questi libri e come sono organizzati? Ha un</strong><br />
<strong>sistema che le permette di trovare un volume velocemente oppure è</strong><br />
<strong>spesso una caccia al tesoro?</strong><br />
Bella domanda, con la ristrutturazione del locale nel 2001 ho preteso una libreria, dove sono il 70% dei miei libri, il rimanente è in libreria a casa, ora in ristrutturazione. Ho fatto una divisione per lingua delle pubblicazioni, limitando la caccia al tesoro.<a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/08/MORENO-CEDRONI-640x480.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-11412" src="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/08/MORENO-CEDRONI-640x480.jpg" alt="MORENO CEDRONI (640x480)" width="640" height="480" srcset="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/08/MORENO-CEDRONI-640x480.jpg 640w, https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/08/MORENO-CEDRONI-640x480-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p><strong>E’ un accumulatore seriale oppure, ogni tanto, elimina i volumi che</strong><strong>non le interessano più? Come si immagina la sua biblioteca fra 20 </strong><strong>anni?</strong><br />
<span style="font-size: 16px;">Sono un accumulatore seriale, non mi privo di nessun volume, ognuno di loro scandisce il mio percorso.</span></p>
<p><strong>Le interessano gli e-book o le APP del settore culinario? Pensa che</strong><br />
<strong>arriverà il momento che abbandonerà la carta a favore di una</strong><br />
<strong>biblioteca elettronica?</strong><br />
Per il momento no, per le cose serie preferisco la carta.</p>
<p><strong>E’ geloso dei suoi libri? Li presta?</strong><br />
Sono gelosissimo, non li presto mai!</p>
<p><strong>Le capita di regalare libri di cucina?</strong><br />
Spesso, sia di cucina che magari di narrativa, rappresentano sempre un regalo graditissimo.</p>
<p><strong>Scrive nei suoi libri? Aggiunge note su ricette provate, commenti,</strong><br />
<strong>critiche all’autore?</strong><br />
No, sui libri no, per gli appunti ho un apposito quaderno, dove elenco minuziosamente tutte le note sulle prove in corso.</p>
<p><strong>Il libro di cucina l’accompagna fino al comodino? Dove lo preferisce leggere?</strong><br />
Se al ristorante, il pomeriggio seduto ad un tavolo, se a casa prima di addormentarmi.</p>
<p><strong>Esiste un libro particolare che desidererebbe possedere, ma che non è</strong><br />
<strong>mai riuscito a trovare?</strong><br />
Per il momento no.</p>
<p><strong>Se capitasse un disastro e fosse possibile salvare solo 5 titoli della</strong><br />
<strong>sua biblioteca culinaria, quali libri sceglierebbe? Perché?</strong><br />
Perché rappresentano la cucina in continua evoluzione<br />
Il codice Marchesi<br />
El bulli 1998-2002<br />
Gran livre de cuisine &#8211; Alain Ducasse<br />
Alinea -Grant Achatz<br />
Universos -Quique</p>
<p><em>la foto di apertura è di Luciano Pergreffi</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/08/07/lo-shelfie-moreno-cedroni/">Lo Shelfie- Moreno Cedroni</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo shelfie &#8211; Luigi Bortolini</title>
		<link>https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/07/24/lo-shelfie-luigi-bortolini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Palla]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 08:45:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Shelfie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.bibliothecaculinaria.it/?p=11352</guid>

					<description><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a Luigi Bortolini, detto “Gigetto”.  Ha ereditato dalla nonna l’antica “Locanda con stallo alla Stella”, luogo di ristoro già dai primi del ’900. Situato &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/07/24/lo-shelfie-luigi-bortolini/">Lo shelfie &#8211; Luigi Bortolini</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a Luigi Bortolini, detto “Gigetto”.  Ha ereditato dalla nonna l’antica “Locanda con stallo alla Stella”, luogo di ristoro già dai primi del ’900. Situato in un angolo suggestivo della Marca Trevigiana, protetto dalle Prealpi a nord e dai dolci rilievi collinari del Montello a sud, il ristorante Da Gigetto è un luogo ricco di fascino, che il padrone di casa insieme la moglie Elda hanno saputo trasformare negli anni con gusto ed eleganza.</p>
<p><span id="more-11352"></span></p>
<p><strong>Da quanti anni raccoglie libri di cucina?<br />
</strong>Da circa 50 anni; ero quasi ancora in fasce.</p>
<p><strong>Si ricorda il primo che ha comprato?<br />
</strong>IL TALISMANO DELLA FELICITA’ e felicità in quel periodo me ne ha data tanta all’inizio della mia carriera.</p>
<p><strong>Quanti volumi fanno parte della sua biblioteca culinaria personale?<br />
</strong>Circa 2000.</p>
<p><strong>Raccoglie libri in più lingue?<br />
</strong>Si li raccolgo, capisco poco di quello che c’è scritto, però mi piacciono le foto, i colori, le ambientazioni.</p>
<p><strong>Dove sono custoditi questi libri e come sono organizzati?<br />
</strong>Sono custoditi in biblioteca, organizzati in maniera sparsa e ordine sparso. Mi sto attrezzando per migliorare la consultazione e la ricerca,  però il mio intuito mi aiuta quasi sempre quando cerco qualcosa.</p>
<p><a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/07/Gigetto-libreria-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-11357" src="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/07/Gigetto-libreria-2.jpg" alt="Gigetto-libreria-2" width="600" height="400" srcset="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/07/Gigetto-libreria-2.jpg 600w, https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/07/Gigetto-libreria-2-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p><strong>Ha un sistema che le permette di trovare un volume velocemente oppure è spesso una caccia al tesoro?</strong><br />
È  sempre una caccia al tesoro. Tante volte gli indizi sono pochi e… non sempre trovo il tesoro, però che grande soddisfazione quando lo trovo.</p>
<p><strong>È un accumulatore seriale oppure, ogni tanto, elimina i volumi che non le interessano più?<br />
</strong>Direi che sono un accumulatore “seriale” ma senza vittime perché i libri li tratto con cura e li tengo tutti.</p>
<p><strong>Come si immagina la sua biblioteca fra 20 anni?<br />
</strong>Esattamente come adesso, forse leggermente più incasinata, ma…con molti più libri, naturalmente se ne stamperanno ancora.</p>
<p><strong>Le interessano gli e-book o le APP del settore culinario?<br />
</strong>Cosa sono??????? Non li conosco……</p>
<p><strong>Pensa che arriverà il momento che abbandonerà la carta a favore di una biblioteca elettronica?<br />
</strong>MAI, il contatto dei polpastrelli con la filigrana della carta mi dà emozione.</p>
<p><strong>È geloso dei suoi libri?<br />
</strong>Si certamente. C’è una frase sulla porta della biblioteca: “Un libro quando lo presti si offende talmente che è per questo che spesso non ritorna indietro”.</p>
<p><strong>Li presta?<br />
</strong>Non li presto MAI. Però consiglio l’acquisto.</p>
<p><strong>Le capita di regalare libri di cucina?<br />
</strong>Sì, specialmente quelli che mi sono molto piaciuti e che magari preso dall’entusiasmo ne compero ancora e mi ritrovo con due o più libri uguali.</p>
<p><strong>Scrive nei suoi libri?<br />
</strong>No non scrivo mai.</p>
<p><strong>Aggiunge note su ricette provate, commenti, critiche all’autore?<br />
</strong>Mi piace moltissimo solo farmi autografare il libro dall’autore e mi sento così più amico del libro.</p>
<p><strong>Il libro di cucina l’accompagna fino al comodino?<br />
</strong>Sì, sicuramente, tante volte mi addormento con il libro sul mento.</p>
<p><strong>Dove lo preferisce leggere?<br />
</strong>Quando mi capita di avere una curiosità da soddisfare oppure qualcosa da vedere, da cercare,  vado direttamente in biblioteca e lì mi fermo anche delle ore.</p>
<p><strong>Esiste un libro particolare che desidererebbe possedere, ma che non è mai riuscito a trovare?<br />
</strong>Mi piacerebbe molto la collana di sei libri di Luigi Carnacina sulle GUARNIZIONI, I PESCI, PASTICCERIA E GELATERIA…</p>
<p><strong>Se capitasse un disastro e fosse possibile salvare solo 5 titoli della sua biblioteca culinaria, quali libri sceglierebbe?<br />
</strong>I libro di Bepi Maffioli che parla della cucina trevigiana e FOOD che cita tutti i prodotti alimentari del mondo.</p>
<p><strong>Perché?<br />
</strong>Perché sono agli antipodi. IL GHIOTTONE VENETO PARLA dei primi anni della mia vita in cucina, e…. FOOD parla dell’attuale, del mondo di adesso, di quello che è rimasto e …della contemporaneità attualmente usata in cucina, sempre se riusciamo a SALVARLA.</p>
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		<title>Lo shelfie – Danilo Freguja</title>
		<link>https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/07/21/lo-shelfie-danilo-freguja/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Palla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 15:17:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Shelfie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a Danilo Freguja curioso della vita, ha fatto del suo lavoro di pasticcere una passione che si è trasformata e arricchita giorno &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/07/21/lo-shelfie-danilo-freguja/">Lo shelfie – Danilo Freguja</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a Danilo Freguja curioso della vita, ha fatto del suo lavoro di pasticcere una passione che si è trasformata e arricchita giorno dopo giorno attraverso la ricerca, diventando un’apprendista del sapere. Danilo sostiene che il pasticcere è un Artigiano che deve avere la conoscenza delle tradizioni. I dolci parlano sempre della nostra cultura, anche i dolci più moderni hanno radici antiche. La storia e la cultura della pasticceria italiana Danilo l’ha portata in tutto il mondo   e ha saputo con maestria trasmetterla ai suoi allievi che sono diventati i maestri e i formatori della odierna. Grande cultore delle tradizioni ma allo stesso tempo ricercatore e innovatore sia nelle tecniche che negli abbinamenti delle materie prime.</p>
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<p><strong>Da quanti anni raccoglie libri di cucina? Si ricorda il primo che ha comprato?</strong><br />
Raccolgo libri di cucina da quando avevo 15 anni, credo che il primo che ho acquistato sia stato “L’Arte della cucina moderna” di Pellaprat</p>
<p><strong>Quanti volumi fanno parte della sua biblioteca culinaria personale?</strong><br />
Credo di essere molto vicino ai 5000libri</p>
<p><strong>Raccoglie libri in più lingue?</strong><br />
Prevalentemente i miei libri sono in italiano, francese e spagnolo, molto pochi in inglese.</p>
<p><strong>Dove sono custoditi questi libri e come sono organizzati? Ha un sistema che le permette </strong><strong>di trovare un volume velocemente oppure è spesso una caccia al tesoro?<br />
</strong>I libri più importanti sono raccolti nelle tre pareti del mio ufficio, gli altri in tutta la casa. Sono suddivisi per argomenti, per quanto sia possibile , visto il continuo arrivo di volumi che non so più dove collocare. La ricerca , soprattutto dei volumi editi negli ultimi anni, sta diventando veramente una caccia al tesoro con nervosismi e perdite di tempo.</p>
<p><a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/07/libreria-Freguja1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-11324" src="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/07/libreria-Freguja1.jpg" alt="libreria-Freguja" width="600" height="519" srcset="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/07/libreria-Freguja1.jpg 600w, https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/07/libreria-Freguja1-300x260.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p><strong>È un accumulatore seriale oppure, ogni tanto, elimina i volumi che non le interessano </strong><strong>più? Come si immagina la sua biblioteca fra 20 anni?<br />
</strong>Sono sicuramente un accumulatore seriale, cerco di non perdere nessuna nuova uscita (sugli argomenti che mi interessano). Nessun libro va mai accantonato e mi infastidisco se qualcuno dedica poca cura e attenzione nel manipolare i miei libri. È difficile immaginare la mia biblioteca fra 20 anni, finirà in qualche museo o molto probabilmente la lascerò in eredità a chi manifesterà il desiderio di prendersene cura.</p>
<p><strong>Le interessano gli e-book o le APP del settore culinario? Pensa che arriverà il momento che </strong><strong>abbandonerà la carta a favore di una biblioteca elettronica?</strong>Sicuramente gli e-book saranno il sistema di lettura del futuro ma non sostituiranno mai il libro cartaceo. Consultare un libro sul tablet per cercare una ricetta, un argomento, un ingrediente o altro è sicuramente più veloce e pratico, ma possedere fisicamente il libro è un’altra emozione. Per cui ritengo che i prossimi libri dovranno uscire in automatico nelle due versioni, come stanno facendo le migliori riviste.</p>
<p><strong>È geloso dei suoi libri? Li presta?<br />
</strong>Sono molto geloso e possessivo dei miei libri. Non li presto a nessuno, piuttosto li compro e li regalo. I miei libri sono tutti marchiati a secco con le mie iniziali, finito di leggerli aggiungo luogo e data di fine lettura e li registro su bookpedia</p>
<p><strong>Le capita di regalare libri di cucina?<br />
</strong>Regalare un libro è il gesto che più mi rende felice e spesso mi capita di regalare libri di gastronomia.</p>
<p><strong>Scrive nei suoi libri? Aggiunge note su ricette provate, commenti, critiche all’autore?<br />
</strong>Cerco di non rovinarli, scrivo eventuali correzioni solo a matita, così posso cancellarle.</p>
<p><strong>Il </strong><strong>libro di cucina l’accompagna fino al comodino? Dove lo preferisce leggere?<br />
</strong>Se devo consultarlo per studiarlo allora lo faccio in ufficio, mentre se devo leggerlo lo faccio in divano o a letto.</p>
<p><strong>Esiste un libro particolare che desidererebbe possedere, ma che non è</strong> <strong>mai riuscito a trovare?<br />
</strong>Sicuramente “De Re Coquinaria” di Marco Gavio Apicio, mi piacerebbe che di questo e di altri libri antichi e introvabili ci fosse una riedizione anche come<br />
e-book. Naturalmente con prezzi accessibili a tutti.</p>
<p><strong>Se capitasse un disastro e fosse possibile salv</strong><strong>are solo 5 titoli della </strong><strong>sua biblioteca culinaria, </strong><strong>quali libri sceglierebbe? Perché?<br />
</strong>Cercherei di salvare i libri della collana”La storia della pasticceria italiana” dagli arabi ad oggi (è il libro che sto scrivendo) manca in Italia un libro che parli della nostra storia e dell’evoluzione della cultura gastronomica italiana, uno dei più grossi capitali del nostro tempo, “Le nostre radici”!</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/07/21/lo-shelfie-danilo-freguja/">Lo shelfie – Danilo Freguja</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
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		<item>
		<title>Lo shelfie – Davide Paolini</title>
		<link>https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/06/04/lo-shelfie-davide-paolini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Palla]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2015 18:32:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Shelfie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a Davide Paolini romagnolo nel carattere, globetrotter per scelta. Si definisce «gastronauta», promotore di un movimento di tendenza di cultura materiale: &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/06/04/lo-shelfie-davide-paolini/">Lo shelfie – Davide Paolini</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a Davide Paolini romagnolo nel carattere, globetrotter per scelta. Si definisce «gastronauta», promotore di un movimento di tendenza di cultura materiale: colui che ha scelto di mangiare con la propria testa.  Sin dal 1983 firma la rubrica domenicale di cibo e vino sul Sole 24 Ore. Ha collaborato con numerose testate tra cui Panorama, Europeo, Gente Viaggi, Donna, Amica, Dove, Il Resto del Carlino, Il Giorno, Vanity Fair, La Nazione e Style Magazine, oltre che storico conduttore radiofonico di Radio24. Ha pubblicato molti libri. Per lui il cibo non è solo cultura, è anche arte. Artisti sono coloro che creano i prodotti, plasmandoli con la loro tipica gestualità, frutto di tradizione e inconsapevole sapienza.</p>
<p><span id="more-10932"></span></p>
<p><strong>Da quanti anni raccoglie libri di cucina? Si ricorda il primo che ha comprato?</strong><br />
<em>La scienza in cucina</em> di Artusi con la prefazione di Piero Camporesi.<br />
<strong> </strong><br />
<strong>Quanti volumi fanno parte della sua biblioteca culinaria personale?</strong><br />
La mia biblioteca ha circa 5000 volumi.<br />
<strong> </strong><br />
<strong>Raccoglie libri in più lingue?</strong><br />
Se trovo testi interessanti acquisto anche libri in inglese o francese.</p>
<p><strong>Dove sono custoditi questi libri e come sono organizzati? Ha un sistema che le permette di trovare un volume velocemente oppure è spesso una caccia al tesoro?</strong><br />
Sono nei mie uffici (una parte di libri di antiquariato a casa), sono stati tutti codificati anche se qualche volta, se passa tempo, per una nuova codificazione, sono più difficili da trovare. Il sistema di codificazione, così come per gli articoli, è stato messo a punto anni fa da un gruppo di archivisti.<br />
<a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/06/foto-libreria-Paolini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10910" src="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/06/foto-libreria-Paolini-300x359.jpg" alt="foto-libreria-Paolini" width="300" height="359" /></a><strong> </strong><br />
<strong>E’ un accumulatore seriale oppure, ogni tanto, elimina i volumi che non le interessano più? Come si immagina la sua biblioteca fra 20 anni?.</strong><br />
L’unica eliminazione avviene quando, per esempio, ci sono guide che non hanno una successione annuale o libri davvero il cui contenuto non ha alcun interesse. Ma tutto ciò è raro.</p>
<p><strong>Le interessano gli e-book o le APP del settore culinario? Pensa che arriverà il momento che abbandonerà la carta a favore di una biblioteca elettronica?.</strong><br />
Certo che ci sarà quel momento, per ora mi tengo cara la mia biblioteca, poi vedrò. Sono state realizzate alcune App con i miei libri ma non sono soddisfatto dei risultati.<br />
<strong> </strong><br />
<strong>E’ geloso dei suoi libri? Li presta?</strong><br />
Sono geloso. Purtroppo in passato ho prestato più volte libri che non mi sono stati restituiti.<br />
<strong> </strong><br />
<strong>Le capita di regalare libri di cucina?. </strong><br />
Per non essere monotono o meglio monotematico preferisco regalare altro.<br />
<strong> </strong><br />
<strong>Scrive nei suoi libri? Aggiunge note su ricette provate, commenti, critiche all’autore?.</strong><br />
Si scrivo spesso, un’abitudine da studente.<br />
<strong> </strong><br />
<strong>Il libro di cucina l’accompagna fino al comodino? Dove lo preferisce leggere?</strong><br />
In bagno, ma non solo libri di culinaria anche romanzi, saggi e giornali.<br />
<strong> </strong><br />
<strong>Esiste un libro particolare che desidererebbe possedere, ma che non è mai riuscito a trovare?</strong><br />
Si è un libro che possedevo ma mi è sparito, di cui ogni tanto vorrei rileggere alcune<br />
pagine: l’edizione italiana di <em>Onnivoro</em> di Claude Fishler che non è stato più ripubblicato.</p>
<p><strong>Se capitasse un disastro e fosse possibile salvare solo 5 titoli della sua biblioteca culinaria, quali libri sceglierebbe? Perché?</strong><br />
Prima di tutto un libro che forse non viene considerato culinario, ma per me è stato fondamentale per approfondire il cibo: <em>Sotto il sole Giaguaro</em> e <em>Palomar</em> di Italo Calvino; poi <em>Fisiologia del gusto</em> di Brillat Savarin J.A, <em>Le ricette regionali italiane</em> di Anna Gosetti Della Salda, <em>Alimentazione, folklore, società</em> di Piero Camporesi,<em> La cucina futurista </em>di Fillia e Marinetti, <em>La storia del vino</em> di Hugh Johnson. Il perché è variegato, ognuno di questi libri mi ha dato, come si dice nel calcio, i fondamentali e poterli allenare è molto utile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/06/04/lo-shelfie-davide-paolini/">Lo shelfie – Davide Paolini</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo shelfie &#8211; Luigi Caricato</title>
		<link>https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/04/29/lo-shelfie-luigi-caricato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liz Marcucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 10:10:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Shelfie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.bibliothecaculinaria.it/?p=10374</guid>

					<description><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo &#8220;scatto&#8221; è dedicato a Luigi Caricato, scrittore e giornalista, nonché ideatore del progetto culturale Olio Officina. Conferenziere e relatore in importanti convegni e congressi internazionali, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/04/29/lo-shelfie-luigi-caricato/">Lo shelfie &#8211; Luigi Caricato</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come <em>selfie</em>? Allora vi presentiamo lo <em>shelfie</em>: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca.<br />
</strong>Oggi lo &#8220;scatto&#8221; è dedicato a Luigi Caricato, scrittore e giornalista, nonché ideatore del progetto culturale Olio Officina. Conferenziere e relatore in importanti convegni e congressi internazionali, organizza a sua volta diversi eventi culturali, tra cui, dal 2012, il più grande e autorevole happening al mondo dedicato ai condimenti: Olio Officina Food Festival. Autore del blog “Olivo Matto”, è infine direttore dei giornali “Olio Officina Magazine” e, in lingua inglese, di “Olio Officina Globe”.</p>
<p><span id="more-10374"></span></p>
<p><strong>Da quanti anni raccoglie libri di cucina? Si ricorda il primo che ha comprato?</strong><br />
Libri, da sempre. Da bambino saccheggiavo la libreria, molto fornita, di un mio zio sacerdote, ma non vi erano libri di cucina. Per la mia necessità cercavo testi di narrativa, poesia, filosofia. Quelli di cucina sono arrivati molto dopo, ai tempi dell’università.</p>
<p><strong>Quanti volumi fanno parte della sua biblioteca culinaria personale?</strong><br />
Ho perso il conto, credo di possederne oltre un migliaio. Divoro i libri, anche se è impossibile leggerli tutti. Averli, comunque, poterli solo sfogliare mi mette serenità. In ogni caso, anche laddove non riuscissi a leggerli, c’è sempre la consapevolezza di poterli consultare.</p>
<p><strong>Raccoglie libri in più lingue?</strong><br />
Certo, perfino in lingue impossibili. Del mio narratore preferito, Mo Yan, conservo le edizioni in lingua cinese. Per il resto, di libri di gastronomia in altre lingue ne ho pochi; ne ho invece tanti, tantissimi, dedicati all’olio da olive, nelle principali lingue.</p>
<p><strong>Dove sono custoditi questi libri e come sono organizzati? Ha un sistema che le permette di trovare un volume velocemente oppure è spesso una caccia al tesoro?</strong><br />
E’ sempre una caccia al tesoro, ma non perché sia disordinato, è che consultandoli spesso e per tempi prolungati, poi non ritornano mai al loro posto, alle volte si trovano in posti impossibili, ovunque. Li custodisco in molte mie case, da quelle dei genitori, a quella in cui lavoro e vivo, a quella in cui trascorro il tempo del riposo. Nonostante ogni volta vi sia una caccia al tesoro, i libri che cerco li trovo sempre. Metterli fuori posto forse è anche l’occasione, involontaria, di imbattermi in libri dimenticati.</p>
<p><strong>E’ un accumulatore seriale oppure, ogni tanto, elimina i volumi che non le interessano più? Come si immagina la sua biblioteca fra 20 anni?</strong><br />
Non elimino mai e nemmeno regalo i miei libri. Se debbo proprio regalarli, allora li riacquisto, ma non cedo mai le mie copie. Fra vent’anni sarò in cerca di nuovi spazi.</p>
<p><strong>Le interessano gli e-book o le APP del settore culinario? Pensa che arriverà il momento che abbandonerà la carta a favore di una biblioteca elettronica?</strong><br />
Sì, mi interessano, ma non ne usufruisco, ho necessità fisica del libro, anche perché li sottolineo, proprio tutti, perfino i romanzi.</p>
<p><a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/04/libri-su-scaffali.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-10459" src="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/04/libri-su-scaffali.jpg" alt="libri-su-scaffali" width="600" height="301" srcset="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/04/libri-su-scaffali.jpg 600w, https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/04/libri-su-scaffali-300x151.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p><strong>E’ geloso dei suoi libri? Li presta?</strong><br />
Li regalo, non li presto mai. Li presto solo a chi vive al mio fianco.</p>
<p><strong>Le capita di regalare libri di cucina?</strong><br />
Sì, mai però libri di ricette. Mancano sulla scena libri di ricette scritti come li amo io. I ricettari con lista ingredienti e modalità di preparazione non mi attraggono. Voglio ricette che abbiano una narrazione.</p>
<p><strong>Scrive nei suoi libri? Aggiunge note su ricette provate, commenti, critiche all’autore?</strong><br />
I miei libri sono libri di strada, ci scrivo di tutto, anche numeri di telefono, appunti non inerenti al libro. Amo i libri vissuti, perché raccontano parte di me. Amo anche sciuparli. Ho invece il massimo rispetto verso i libri altrui, a maggior ragione perché è rarissimo che li richieda in prestito.</p>
<p><strong>Il libro di cucina l’accompagna fino al comodino? Dove lo preferisce leggere?</strong><br />
Se si tratta di un saggio sì, altrimenti perferisco altri contesti.</p>
<p><strong>Esiste un libro particolare che desidererebbe possedere, ma che non è mai riuscito a trovare?</strong><br />
Non faccio collezione di libri nel senso classico del termine. Mi preme che mi lascino qualcosa, che mi arrichiscano. Ecco perché li accumulo: per nurtrirmi.</p>
<p><strong>Se capitasse un disastro e fosse possibile salvare solo 5 titoli della sua biblioteca culinaria, quali libri sceglierebbe? Perché?</strong><br />
E’ una domanda dalla risposta impossibile. Preferirei con tutta onestà avere altri libri, non di cucina, ma se proprio non ci fosse altra scelta allora opto per tre libri di Piero Camporesi: <em>Il pane selvaggio</em>; <em>Il paese della fame</em>; <em>Il brodo indiano</em>; e per due libri di Rosalia Cavalieri: <em>Gusto. L’intelligenza del palato</em>; e <em>Il naso intelligente</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/04/29/lo-shelfie-luigi-caricato/">Lo shelfie &#8211; Luigi Caricato</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
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		<title>Lo shelfie &#8211; Leonardo Di Carlo</title>
		<link>https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/03/03/lo-shelfie-leonardo-di-carlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liz Marcucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 15:16:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Shelfie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca. Oggi lo “scatto” è dedicato a Leonardo Di Carlo, maestro pasticciere pluripremiato, docente, autore e personaggio televisivo.  In moto praticamente perpetuo la sua attività di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/03/03/lo-shelfie-leonardo-di-carlo/">Lo shelfie &#8211; Leonardo Di Carlo</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca.</p>
<p>Oggi lo “scatto” è dedicato a Leonardo Di Carlo, maestro pasticciere pluripremiato, docente, autore e personaggio televisivo.  In moto praticamente perpetuo la sua attività di consulente lo porta in giro per il mondo a contatto con aziende leader del settore dei dolci e professionisti di alto profilo. Il suo stile come docente e formatore è unico: coniuga una grande empatia e comunicativa con una profonda conoscenza scientifica della materia. Di grande successo in Italia, il suo libro <a title="Tradizione_in_evoluzione" href="http://www.bibliothecaculinaria.it/libri_cucina/pasticceria_e_panetteria/tradizione-in-evoluzione-arte-scienza/"><em>Tradizione in Evoluzione</em></a> è stata tradotta recentemente in inglese.</p>
<p><span id="more-9548"></span></p>
<p><strong>&#8211; Da quanti anni raccoglie libri di cucina? </strong><br />
Dal ’95.</p>
<p><strong>&#8211; Si ricorda il primo che ha comprato?</strong><br />
<em>Decor 2000</em> di Eliseo Tonti, via telefono.</p>
<p><strong>&#8211; Quanti volumi fanno parte della sua biblioteca culinaria personale?</strong><br />
Credo all’incirca oltre 350, ma non amo contarli.</p>
<p><strong>&#8211; Raccoglie libri in più lingue?</strong><br />
Si inglese, francese, qualcosa in arabo, in greco e in giapponese.</p>
<p><strong>&#8211; Dove sono custoditi questi libri e come sono organizzati? </strong><br />
Sono custoditi in due librerie, organizzati in modo tale da trovare subito quelli più consultati ed interessanti.</p>
<p><strong>&#8211; Ha un sistema che le permette di trovare un volume velocemente oppure è spesso una caccia al tesoro?</strong><br />
Quelli interessanti sono posizionati negli scaffali facili da raggiungere, per gli altri è un po’ una caccia al tesoro.</p>
<p><strong>&#8211; E’ un accumulatore seriale oppure, ogni tanto, elimina i volumi che non le interessano più? </strong><br />
Una volta ero un accumulatore, ma ora i volumi che non mi interessano spesso li archivio, (lo spazio è prezioso).</p>
<p><strong>&#8211; Come si immagina la sua biblioteca fra 20 anni?</strong><br />
Con almeno altri miei cinque volumi firmati da LDC!!</p>
<p><strong>&#8211; Le interessano gli e-book o le APP del settore culinario?</strong><br />
Sono comodi, ma sfogliare un libro è tutta un&#8217;altra sensazione, per fortuna.</p>
<p><strong>&#8211; Pensa che arriverà il momento che abbandonerà la carta a favore di una biblioteca elettronica?</strong><br />
Mai!!!</p>
<p><a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/03/IMG_4647-e1425294263529.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-9559" src="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/03/IMG_4647-e1425294263529-1024x1365.jpg" alt="Libreria_Di_Carlo" width="1024" height="1365" /></a></p>
<p><strong>&#8211; E’ geloso dei suoi libri? </strong><br />
Moltissimo!!</p>
<p><strong>&#8211; Li presta?</strong><br />
Li ho prestati in passato poi, molto spesso, venivano dimenticati o addirittura non tornavano più indietro, ora preferisco non farlo più. Chi vuole viene e li consulta da me.</p>
<p><strong>&#8211; Le capita di regalare libri di cucina?</strong><br />
Sì spesso ed è sempre un regalo ben accetto.</p>
<p><strong>&#8211; Annota nei suoi libri?</strong><br />
Certo, sottolineo, prendo appunti, correggo…</p>
<p><strong>&#8211; Aggiunge note su ricette provate, commenti, critiche all’autore?</strong><br />
Si, a volte sbarro proprio la pagina quando quello che è scritto lo trovo obsoleto o copiato da altri libri.</p>
<p><strong>&#8211; Il libro di cucina l’accompagna fino al comodino? </strong><br />
Pochissime volte. Quando sono a casa, alla sera leggo qualcosa per mio figlio ed il più delle volte Morfeo si impossessa di me…</p>
<p><strong>-Dove lo preferisce leggere?</strong><br />
In ufficio, in aeroporto (visti i miei continui spostamenti), quello che è interessante per me è assimilare il messaggio dell&#8217;autore per poi metabolizzarlo.</p>
<p><strong>&#8211; Esiste un libro particolare che desidererebbe possedere, ma che non è mai riuscito a trovare?</strong><br />
Il mio prossimo libro, senza nulla togliere agli altri&#8230;. bisogna guardare lungo e non soffermarsi alle belle foto e ricette, tra qualche anno ne parliamo!!!!</p>
<p><strong>&#8211; Se capitasse un disastro e fosse possibile salvare solo 5 titoli della sua biblioteca culinaria, quali libri sceglierebbe? </strong><br />
Ovviamente <em><a title="Tradizione_in_evoluzione" href="http://www.bibliothecaculinaria.it/libri_cucina/pasticceria_e_panetteria/tradizione-in-evoluzione-arte-scienza/">Tradizione in Evoluzione</a></em> e poi quelli che sto consultando in quel preciso momento.</p>
<p><strong>&#8211; Perché?</strong><br />
Perché ho concepito <em>Tradizione in Evoluzione</em> per chi, come me all’inizio carriera, cercava e non trovava… un testo didattico e trasmettitore oltre che di nozioni, di emozioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/03/03/lo-shelfie-leonardo-di-carlo/">Lo shelfie &#8211; Leonardo Di Carlo</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
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		<title>Lo shelfie &#8211; Paolo Marchi</title>
		<link>https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/01/31/lo-shelfie-paolo-marchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liz Marcucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2015 17:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Shelfie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie? Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca.   Oggi lo &#8220;scatto&#8221; è dedicato a Paolo Marchi, il giornalista gastronomico che ha trasformato il modo di fare comunicazione nel settore in Italia. Ideatore di Identità &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/01/31/lo-shelfie-paolo-marchi/">Lo shelfie &#8211; Paolo Marchi</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come <em>selfie</em>? Allora vi presentiamo lo <em>shelfie</em>: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca.  </strong></p>
<p>Oggi lo &#8220;scatto&#8221; è dedicato a <a title="Paolo Marchi blog" href="http://www.marchidigola.it/">Paolo Marchi</a>, il giornalista gastronomico che ha trasformato il modo di fare comunicazione nel settore in Italia. Ideatore di <a title="Identià Golose" href="http://www.identitagolose.it/sito/it/147/programma-2015.html">Identità Golose</a>, il primo congresso italiano di cucina e di pasticceria d&#8217;autore, oggi esporta il know-how dei migliori professionisti italiani con edizioni da Londra a New York.<br />
Le su collaborazioni con Bibliotheca Culinaria sono multiple: <a title="Dessert al piatto" href="http://www.bibliothecaculinaria.it/libri_cucina/chef_di_cucina_patisserie/dessert-al-piatto/">Dessert al Piatto</a>, <a title="Cucina di montagna le alpi centrali" href="http://www.bibliothecaculinaria.it/libri_cucina/cucina-di-montagna/cucina-di-montagna-alpi-centrali/">Cucina di Montagna &#8211; Le Alpi Centrali</a> e <a title="Cucina di Montagna Il Trentino" href="http://www.bibliothecaculinaria.it/libri_cucina/cucina-di-montagna/cucina-di-montagna-il-trentino/">Cucina di Montagna &#8211; Il Trentino</a>. Il suo ultimo libro è: <a title="XXL cinquanta piatti che hanno allargato la mia vita" href="http://www.bibliothecaculinaria.it/libri_cucina/approfondimenti/xxl-50-piatti-che-hanno-allargato-la-mia-vita/">XXL 50 piatti che hanno allargato la mia vita</a>.</p>
<p><span id="more-9203"></span></p>
<p><strong>&#8211; Da quanti anni raccoglie libri di cucina? </strong><br />
In pratica da sempre. Dovessi indicare un anno preciso, direi il 1980 perché, 25enne, andai a vivere da solo e fui obbligato a farmi la mia libreria.</p>
<p><strong>&#8211; Si ricorda il primo che ha comprato? </strong><br />
<em>Il Cucchiaio d’Argento</em>, per me l’autentica bibbia a livello di ricettari, non fosse altro perché cambia, si aggiorna, di edizione in edizione. Il tanto decantato volume della Gosetti della Salda (Le ricette regionali italiane n.d.r.) è uscito nel 1967 e viene solo ristampato, non aggiornato. Valore storico, di testimonianza, altissimo, ma se uno lo vuole usare per cucinare è come se volesse prendere la patente usando una vettura di mezzo secolo fa.</p>
<p><strong>&#8211; Quanti volumi fanno parte della sua biblioteca culinaria personale? </strong><br />
Non saprei dire, sono sommerso dai volumi. Occupano più stanze in più case e direi che cerco di avere un limite, ad esempio mi libero di guide ormai ammuffite.</p>
<p><strong>&#8211; Raccoglie libri in più lingue? </strong><br />
Certo, quando lo meritano o quando mi emozionano come un volume sulla cucina e le tradizioni di una regione del nord della Svezia dove ho lasciato un pezzo del mio cuore. Mi riprometto di “leggerlo” quando avrò rallentato il passo, verso i settant’anni.</p>
<p><strong>&#8211; Dove sono custoditi questi libri e come sono organizzati? </strong><br />
Non sono custoditi e tantomeno organizzati: o sono impilati o inscatolati (in cantina) o disposti in doppia fila sui ripiani delle librerie tra casa e studio. Non sono molto orgoglioso del mio caos. Mi pare di vivere in un trasloco permanente.</p>
<p><strong>&#8211; Ha un sistema che le permette di trovare un volume velocemente oppure è spesso una caccia al tesoro?</strong><br />
La seconda, anche se un minimo di logica esiste ma è flebile.</p>
<p><strong>&#8211; E’ un accumulatore seriale oppure, ogni tanto, elimina i volumi che non le interessano più? </strong><br />
Regalo, elimino… Mi rifiuto anche di tenere determinati titoli che mi vengono mandati in visione per recensione. In genere sono ricettari di totale improbabilità, almeno per me, al punto che mi chiedo se quell’ufficio stampa mi conosce.</p>
<p><strong>&#8211; Come si immagina la sua biblioteca fra 20 anni? </strong><br />
Non ne ho la più pallida idea. Quando si iniziò a parlare di Expo a Milano sognavo di potere creare una biblioteca storica nel capoluogo lombardo tipo quello dell&#8217;Academia Barilla a Parma, ma il sogno è rimasto tale. Perché possa diventare realtà servirebbero troppi soldi e troppo tempo.</p>
<p><strong>&#8211; Le interessano gli e-book o le APP del settore culinario? </strong><br />
Se rispondessi di sì direi una bugia.</p>
<p><strong>&#8211; Pensa che arriverà il momento che abbandonerà la carta a favore di una biblioteca elettronica?</strong><br />
Sono ancora nella fase che sarebbe come pensare di abbandonare una donna in carne e ossa per una bambola robot. Però non vi è dubbio che il futuro è lì, a iniziare dalle guide”.</p>
<p><a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/01/scaffali-Paolo-Marchi-e1422963337382.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-9206" src="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/01/scaffali-Paolo-Marchi-e1422963337382-1024x1365.jpg" alt="scaffali Paolo Marchi2" width="1024" height="1365" /></a></p>
<p><strong>&#8211; E’ geloso dei suoi libri? </strong><br />
Eccome, come lo sono di tutte le cose che per me hanno valore.</p>
<p><strong>&#8211; Li presta? </strong><br />
No, non tornerebbero indietro. Quasi sempre la domanda “mi presti per favore?”, va letta come “Mi regali? Piuttosto che Posso rubarti?”.</p>
<p><strong>&#8211; Le capita di regalare libri di cucina?</strong><br />
Sì, certo. Mi sempre giusto e naturale. Se non ci credo io, perché deve crederci chi è meno tarantolato dal cibo del sottoscritto?</p>
<p><strong>&#8211; Scrive nei suoi libri? Aggiunge note su ricette provate, commenti, critiche all’autore? </strong><br />
Certo, io li vivo. Piego anche gli angoli se penso sia il caso. Ricordo le parole di Albert Einstein: “Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa, allora, è segno una scrivania vuota?”.</p>
<p><strong>&#8211; Il libro di cucina l’accompagna fino al comodino? </strong><br />
Sì, perché non dovrebbe essere così?</p>
<p><strong>&#8211; Dove lo preferisce leggere? </strong><br />
Dove mi è comodo e utile. Non è che Lord Jim uno deve leggerlo obbligatoriamente in viaggio verso la Mecca.</p>
<p><strong>&#8211; Esiste un libro particolare che desidererebbe possedere, ma che non è mai riuscito a trovare?</strong><br />
Penso di no, non ho una risposta.</p>
<p><strong>&#8211; Se capitasse un disastro e fosse possibile salvare solo 5 titoli della sua biblioteca culinaria, quali libri sceglierebbe? Perché?</strong><br />
<em>La Grande Enciclopedia Illustrata della Gastronomia</em> di Marco Guarnaschelli Gotti, nell’edizione originale del Readers Digest; <em>Alla Ricerca dei cibi perduti</em> di Luigi Veronelli, che uscì una vita fa da Feltrinelli; <em>Los secretos de El Bulli, recetas, técnicas y reflexiones</em> di Ferran Adrià, anno di pubblicazione 1997; <em>Quando lo chef è donna</em> di Elio Chiodi per Achantus nel 1989; infine <a title="Dessert al piatto" href="http://www.bibliothecaculinaria.it/libri_cucina/chef_di_cucina_patisserie/dessert-al-piatto/"><em>Dessert al piatto</em></a> per la Bibliotheca Culinaria. Una ventina di anni dopo la sua uscita, mi fa piacere leggere nel sito dell’editore, lo stesso che accoglie questa intervista, che “In questo libro, Paolo Marchi traccia l’evoluzione del dessert al piatto. Il suo saggio introduttivo analizza la silenziosa rivoluzione che ha trasformato una semplice fetta di torta in una stupenda preparazione personale”. Il perché questi cinque? Penso che concorrano a formare un giusto panorama della ristorazione: la storia… i prodotti… il genio creativo… le nostre cuoche, le nostre mamme… il lato dolce della tavola”.</p>
<p><a href="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/01/foto-e1422874195993.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-9228" src="http://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2015/01/foto-e1422874195993-1024x1365.jpg" alt="foto" width="1024" height="1365" /></a></p>
<p>[popularpost items=&#8221;1&#8243; showthumb=&#8221;yes&#8221; excerpt_length=&#8221;20&#8243; readmore=&#8221;Read more&#8230;&#8221; cat_name=&#8221;shelfie&#8221; date=&#8221;yes&#8221; ]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/01/31/lo-shelfie-paolo-marchi/">Lo shelfie &#8211; Paolo Marchi</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lo shelfie &#8211; Valerio Massimo Visintin</title>
		<link>https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/01/20/lo-shelfie-valerio-massimo-visintin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Liz Marcucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 14:02:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Shelfie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.bibliothecaculinaria.it/?p=8779</guid>

					<description><![CDATA[<p>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come selfie. Allora vi presentiamo lo shelfie: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca.   Inauguriamo la serie esplorando gli scaffali di Valerio Massimo Visintin, critico gastronomico (in incognito) per il Corriere della Sera, autore della nota guida Pappa Milano, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/01/20/lo-shelfie-valerio-massimo-visintin/">Lo shelfie &#8211; Valerio Massimo Visintin</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I libri possono essere uno specchio della personalità? Lo scatto dello scaffale vale come <em>selfie</em>. Allora vi presentiamo lo <em>shelfie</em>: la rubrica che offre un (auto)ritratto attraverso la propria biblioteca.  </strong><br />
Inauguriamo la serie esplorando gli scaffali di Valerio Massimo Visintin, critico gastronomico (in incognito) per il <em>Corriere della Sera</em>, autore della nota guida <em>Pappa Milano</em>, il romanzo <em>L&#8217;ombra del cuoco</em> e l&#8217;indimenticabile, <em>Osti sull&#8217;orlo di una crisi di nervi</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-8779"></span></p>
<p><strong>&#8211; Da quanti anni raccoglie libri di cucina? Si ricorda il primo che ha comprato?</strong></p>
<p>Mentirei se affermassi che sono un collezionista del genere. Ma ci sono un paio di volumi che ritengo fondamentali nella mia libreria, anche al di là dello specifico gastronomico. Ovvero (cito in ordine casuale) &#8220;Le ricette regionali italiane&#8221; di Anna Gosetti della Salda, preziosa enciclopedia della nostra tradizione. E il “Contaminuti” di Elena Spagnol, raro esempio di ironia e delicatezza letteraria applicata alla ruvida didattica gastronomica.</p>
<p><strong>&#8211; Quanti volumi fanno parte della sua biblioteca culinaria personale?</strong></p>
<p>Mi vengono spediti moltissimi libri a tema gastronomico. Ma sono un uomo ad alto tasso di disorganizzazione. E finisco per dimenticarli negli angoli del mio studio, dove fioriscono colonne di libri d’ogni genere, come piante. Pertanto, mi è impossibile azzardare una cifra.</p>
<p><strong>&#8211; Raccoglie libri in più lingue?</strong></p>
<p>Parlo, leggo e scrivo in un idioma soltanto. E me ne vergogno con moderazione.</p>
<p><strong>&#8211; Dove sono custoditi questi libri e come sono organizzati? Ha un sistema che le permette di trovare un volume velocemente oppure è spesso una caccia al tesoro?</strong></p>
<p>I libri che più amo sono allineati su quattro scaffali verdi della parete qui davanti. E stanno in un ordine precario, ma abbastanza funzionale. Altri, che sento ancor più intimamente legati, ingombrano la mia scrivania uno sull’altro, come torrette. Il resto è un mare indistinto.</p>
<p><strong>&#8211; È un accumulatore seriale oppure, ogni tanto, elimina i volumi che non le interessano più? Come si immagina la sua biblioteca fra 20 anni?</strong></p>
<p>Accumulo per pigrizia. Ma quando la cortina libraria raggiunge livelli di guardia, butto via o regalo senza rimpianti. In fondo, credo che sia un sintomo della mezza età: ci si affeziona ai ricordi e si perde interesse per oggetti. Tra vent’anni, forse sarò io stesso un libro.</p>
<p><strong>&#8211; Le interessano gli e-book o le APP del settore culinario? Pensa che arriverà il momento che abbandonerà la carta a favore di una biblioteca elettronica?</strong></p>
<p>Amo i libri di carta, ma senza feticismi. Sono convinto che offrano un punto di vista differente rispetto agli e-book. Perché il tatto accorcia le distanze, assorbe; induce a una lettura più profonda e straniante. Ma questo è un vantaggio che si coglie nella narrativa. Per i libri di studio o di consultazione, per la manualistica e i ricettari (tanto per restare in tema) il discorso si ribalta. La praticità del mezzo elettronico vince sul fascino del volume in carta e colla.</p>
<p><strong>&#8211; È geloso dei suoi libri? Li presta?</strong></p>
<p>Dei libri che amo sono gelosissimo. E non li presto nemmeno a fronte di suppliche o minacce. Nel migliore dei casi, ne acquisto un’altra copia (sempre che sia in commercio), per farne regalo.</p>
<p><strong>&#8211; Le capita di regalare libri di cucina?</strong></p>
<p>Riciclo quelli che regalano a me (ma la cosa resti tra noi…).</p>
<p><strong>&#8211; Scrive nei suoi libri? Aggiunge note su ricette provate, commenti, critiche all’autore?</strong></p>
<p>No, mai. Mi hanno severamente educato a rispettare i libri come se fossero un piccolo patrimonio da non intaccare. A quell’imprinting, mi adeguo tassativamente. Però, spesso farcisco le pagine di foglietti segnaletici.</p>
<p><strong>&#8211; Il libro di cucina l’accompagna fino al comodino? Dove lo preferisce leggere?</strong></p>
<p>I libri di cucina, li leggo in cucina, perbacco. Sul comodino tengo letture che non facciano venire appetito. Altrimenti, chi dorme più?</p>
<p><strong>&#8211; Esiste un libro di cucina particolare che desidererebbe possedere, ma che non è mai riuscito a trovare?</strong></p>
<p>Il prezioso ricettario dello straordinario Chef Vincenzo Prezzo (introvabile, tuttavia, poiché si tratta di un personaggio al quale ho dato vita io stesso, come simbolo di una certa deriva gastronomica dell’alta cucina).</p>
<p><strong>&#8211; Se capitasse un disastro e fosse possibile salvare solo 5 titoli della sua biblioteca culinaria, quali libri sceglierebbe? Perché?</strong></p>
<p>Chiedo scusa, ma a cinque non ci arrivo. Oltre ai due titoli che ho citato al principio (&#8220;Le ricette regionali italiane&#8221; e “Contaminuti”), salverei l’Artusi e il quadernetto di appunti che ci lasciò mia madre. Non è tra la polvere della mia biblioteca. Lo custodisce amorevolmente mia sorella. Ma non ha importanza quale sia la sua collocazione fisica. Lo porterò sempre con me, nel cuore.</p>
<p><a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2014/12/Libreria-Visentin.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-8804" alt="Libreria-Visentin" src="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2014/12/Libreria-Visentin.jpg" width="460" height="345" srcset="https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2014/12/Libreria-Visentin.jpg 460w, https://www.bibliothecaculinaria.it/wp-content/uploads/2014/12/Libreria-Visentin-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it/2015/01/20/lo-shelfie-valerio-massimo-visintin/">Lo shelfie &#8211; Valerio Massimo Visintin</a> proviene da <a href="https://www.bibliothecaculinaria.it">Bibliotheca Culinaria</a>.</p>
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